Studente ‘raccoglie’ fino a 2,5 litri d’acqua potabile dall’umidità notturna

di Claudio Riccardi del 19 maggio 2013

Per le popolazioni del Messico desertico e rurale, dove spesso risulta difficoltoso l’accesso alle fonti d’acqua, una soluzione potrebbe arrivare da un collettore in teflon, capace di lavorare in autonomia nelle ore notturne.

La particolare forma, che si ispira (e non a caso) alle piante conosciute come bromeliacee, permette di “incanalare” in un serbatoio nascosto l’umidità e l’acqua piovana che si viene ad accumulare ad ogni passaggio dal tramonto all’alba.

Parliamo di quantitativi significativi, fino a 2,5 litri di acqua al giorno. Che per una famiglia potrebbero fare la differenza.

Il collettore ha un nome, Chaac Ha, proprio come il dio della pioggia venerato dai Maya.

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A progettare la struttura un gruppo di studenti dell’Universidad Autónoma de Yucatán, che si sono ispirati al metodo di procacciamento dei nutrienti adottato dalle bromeliacee.

Per la “vasca” in teflon il team messicano ha preso spunto anche dalle comuni ragnatele.

In loro soccorso hanno poi operato gli ultimi trovati del design 3D e il supporto della company di engineering software Autodesk. La stessa società, soddisfatta del risultato ottenuto, ha ben pensato di premiare i giovani per l’impegno dedicato al progetto.

Altra bella storia di giovani talenti che si sono applicati per qualcosa che potesse fare il bene comune e che hanno ottenuto un riconoscimento per questo: ce ne vorrebbero di più ogni giorno, di queste storie, che ne dite?

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