Sulla riviera romagnola una discarica sta divorando paesaggio

di Luca Scialò del 15 agosto 2016

Non c’è pace per la Valle dell’Uso, spicchio di Appennino tra Rimini e Cesena, che gode di un panorama con il mare all’orizzonte e i castelli malatestiani sui picchi intorno. Già, perché se in passato è stata depredata dall’estrazione di calcare e di sabbia, nonché stuprata dalle immancabili speculazioni edilizie, dal 1990 è diventata anche una discarica di rifiuti. Prima solido-urbani e poi addirittura speciali.

La discarica sorta a Valle dell’Uso si chiama G4, acronimo di Ginestreto 4, sorta dove peraltro si trova l’Osservatorio naturalistico con il Museo della tessitura. Questa discarica della vergogna potrebbe sottrarre porzioni di spiaggia agli abitanti ma anche la loro salute. Dato che proprio dal 1990, guarda caso anno dell’avvio dello smaltimento, non sono più stati sottoposti a screening. Sebbene, peraltro, in zona vi fossero già presenti ben tre discariche.

In questi anni i residenti si sono impegnati con manifestazioni, ricorsi al Tar finanziando di tasca propria, perfino diffide e querele. Per sostenere l’associazione Viviamo la Valle Uso, un giornalista, Giuseppe Fabbri, ha scritto l’ebook ”ValleUso – Paesaggio, cemento. rifiuti e cittadini nella bella Romagna”, che vende su Amazon a 5 euro. Il quale sarà anche stampato a settembre e venduto in piazze, mercati, sagrati e le feste di paese.

I cittadini si battono contro una movimentazione terra di centinaia di migliaia di metri cubi e anche contro i tanti tir che ogni anno portano in questa zona 300 mila tonnellate di rifiuti. Nonostante la presenza di agriturismi, aziende agricole e produttori di olio extravergine. Ancora, gli edifici dismessi vengono utilizzati per stoccare fertilizzati e materiali inerti.

E neanche il fatto che certe zone siano ad “alta vulnerabilità idrogeologica” li ferma.

Le tre precedenti discariche sono in queste condizioni: 2,5 milioni di metri cubi sono già presenti nella discarica G1, altrettanti saranno portati entro il 2020 nella G2, mentre la G3 risulta momentaneamente inagibile a causa delle frane. Qualora la G4 aprisse, i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia sarebbero 1,6 milioni di metri cubi, a cui si aggiungono i 30 mila di percolato all’anno. Se ciò non vi indigna e spaventa ancora, vi diciamo che a questi quantitativi di rifiuti dovete aggiungervi quasi 4 mila tonnellate di sostanze inquinanti, tra cui fanghi tossici, idrocarburi e metalli pesanti. Il tutto illegale, come denunciato dalla Magistratura.

Quali effetti ha tutto ciò per l’ecosistema locale? In questa zona crescono specie come il coriandolo e i girasoli, i quali però ormai da anni non vengono su come dovrebbero. Per non parlare dei terreni, compromessi, che hanno assunto un colore giallastro. E’ stato anche disposto il divieto di balneazione, per l’acqua carica di batteri che proviene dalla foce del fiume Uso.

E i danni per l’essere umano? L’associazione Viviamo la Valle Uso non ha dati ufficiali visto che, come detto, manca uno screening da 26 anni. Comunque, parla di tragedia annunciata. Del resto, in passato, ha già dovuto fare i conti con lo smaltimento di Eternit. Insomma, un disastro su tutti i fronti.

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