Parte il tour LAV sulle spiagge italiane per dire stop ai delfinari

di Marco Grilli del 17 luglio 2014

C’è un solo luogo dove potersi godere lo spettacolo dell’avvistamento dei delfini: il mare aperto. A sostenerlo è la Lega antivivisezione (Lav), che dalla spiaggia cittadina di Bari ha lanciato il tour nelle località balneari a sostegno della campagna “#LAVeraLibertà”per dire stop ai delfinari.

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Durante le varie tappe, all’interno dello stand Lav – facilmente riconoscibile per la presenza del mega-delfino “pagliaccio” –  sarà possibile firmare la petizione promossa dall’organizzazione animalista che richiede: l’introduzione immediata del divieto di importazione di delfini, altri cetacei e balene a fini di esposizione e/o spettacolo e intrattenimento sul territorio italiano, nonché il divieto di riproduzione e pratiche di inseminazione artificiale nei delfinari e acquari; la dismissione entro tre anni dei delfinari e altre strutture simili ed infine la creazione di un’area marina protetta, dove poter lasciare in semi-libertà i delfini delle strutture dismesse  e garantire loro la vita.

Questi simpatici e intelligentissimi mammiferi marini vivono in nuclei familiari allargati e amano socializzare e nuotare liberamente in mare. Proprio la comunicazione e l’interazione sociale sono le caratteristiche che li rendono così simili a noi umani, poiché utilizzano un complesso linguaggio e conducono un’intensa vita familiare e di relazione. Una volta catturati e trasferiti nei delfinari, però, questi cetacei perdono i legami con i propri nuclei e vengono costretti ad esibirsi in innaturali spettacoli circensi, per il malsano divertimento di grandi e piccini.

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Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che nei delfinari la speranza di vita dei delfini si riduce notevolmente rispetto alla permanenza nel loro habitat naturale. La detenzione in cattività all’interno di questi acquari o parchi di divertimento comporta inoltre danni alla salute, per la dieta sbagliata e l’abbassamento delle difese immunitarie. Non potrebbe essere altrimenti per questi cetacei dalla spiccata emotività, che si trasmettono le conoscenze all’interno del loro gruppo e sono capaci di compiere fino a 100 Km al giorno durante i loro spostamenti in mare. Evidentemente, una vasca od una piscina non possono contenere tutta questa vitalità.

Ad oggi nell’Unione europea solo 14 Stati membri su 28 autorizzano delfinari e strutture simili, che sono già state proibite anche in India, Cile e Costarica.  In Italia più di 25 delfini della specie tursiope (Tursiops truncatus) sono detenuti in cattività per esser impiegati in numeri da circo all’interno di queste attività prevalentemente commerciali e non di educazione e informazione, come richiesto dalle leggi.

Secondo la Lav, il decreto ministeriale 469/2001 sull’utilizzo dei delfini è gravemente disapplicato e, al dicembre 2013, solo due delle cinque strutture che esponevano questi cetacei al pubblico possedevano la regolare licenza per esser riconosciuti come zoo, ai sensi della legislazione europea (Direttiva Zoo, n. 1999/22/CE).

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Dire stop ai delfinari non significa comunque ‘perdere di vista’ questi cetacei, l’alternativa esiste e si chiama dolphin watching. Molte associazioni e istituti di ricerca organizzano anche nel nostro Paese attività di avvistamento dei delfini in mare aperto. Ad esempio la Jonathan Dolphin Conservation, un associazione di ricerca scientifica volta a tutelare i cetacei del Golfo di Taranto, che si dedica anche al dolphin watching coinvolgendo turisti e cittadinanza a bordo della stazione di monitoraggio Taras, un catamarano ideato ed equipaggiato appositamente per le attività di ricerca dei cetacei. O l’Istituto di ricerca marina Tethys, che organizza crociere con la possibilità di far parte di un vero gruppo di ricerca nel mar Ligure e della Corsica, più specificatamente nel Santuario Pelagos, l’area protetta che vanta con tutta probabilità la maggior concentrazione di balene e delfini del Mediterraneo.

Vedere i delfini in mare è una gioia per gli occhi e per il cuore. Vederli nell’immensità del mare è un inno alla vita e alla libertà. Ma a rendere questa visione ancora più speciale è quello che precede questo incontro: l’attesa e l’incertezza di vedere realizzato un nostro desiderio così grande. Perché è proprio questo il bello: sono loro a scegliere di mostrarsi ai nostri occhi, di farci assistere a uno spettacolo indimenticabile. Loro che realizzano il nostro sogno“, scrive Ilaria dello staff Lav.

Emozioni difficilmente replicabili al chiuso di un delfinario o di una piscina, dove muoiono spontaneità e libertà.

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