Ansia e depressione sono tra gli effetti collaterali del surriscaldamento globale

di Jessica Ingrami del 24 febbraio 2014

In occasione di grandi catastrofi ambientali, come alluvioni, siccità e cicloni, si fa immediatamente la conta dei danni economici subiti e, sempre più spesso, delle vittime accertate. Il post-disastro è incentrato sulla ricostruzione, per permettere al territorio colpito di risollevarsi dalle conseguenze del surriscaldamento globale; ma quasi sempre si sorvola sull’impatto psicologico che queste tragedie hanno avuto sulla mente delle persone coinvolte.

Secondo lo studio australiano “Un clima di sofferenza: il reale costo dell’inazione sul cambiamento climatico”, condotto in collaborazione con il Climate Institute, i cambiamenti climatici sono potenzialmente responsabili di situazioni di disagio psichico e sociale, causando sintomi quali ansia, depressione, malattie mentali e, nei casi estremi, atti di suicidio. Il surriscaldamento globale del pianeta, quindi, sta modificando non solo il clima, ma anche la salute mentale degli individui!

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Coloro che hanno perso l’abitazione, l’auto o persino il posto di lavoro in seguito a disastri ambientali, hanno mostrato una quantità di problemi psichici e mentali superiori alla media nazionale. Il senso di insicurezza e precarietà, dovuto al trauma della perdita così repentina del proprio habitat quotidiano, può far insorgere gravi ansie e depressioni, portando l’individuo all’abuso di alcool e droghe, oltre a serie difficoltà a relazionarsi con altre persone.

In particolare, lo studio è stato condotto su un campione di cento cittadini australiani e sulle pesanti conseguenze della siccità che ha colpito l’Australia nell’ultimo decennio, con relativi incendi e brevi alluvioni: tutto ciò a portato ad un dimostrato indebolimento del tessuto sociale, con conseguente aumento dell’8 % del tasso dei suicidi nelle comunità rurali del Paese.

Purtroppo, il radicale cambiamento climatico del pianeta non è più una realtà lontana: sta accadendo ora e continuerà a farlo, portando disastri ambientali sempre più frequenti.

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