Taiwan: ecco il grattacielo mangia-CO2

di Claudio Riccardi del 25 agosto 2013

Di Vincent Callebaut avevamo già parlato di recente, in occasione di un avveniristico progetto che dovrebbe dotare la metropoli cinese di Shenzhen di una serie di grattacieli eco-sostenibili. Oggi torniamo a parlare di lui in occasione di un altro progetto presentato per un’area città, Taichung, terza città per dimensioni di Taiwan.

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Si tratta di un edificio dalla forma di un grande arco verde in grado di sormontare con la sua altezza un’intera città, ma anche di agire attivamente contro le emissioni di Co2. Tutto ciò grazie a giardini verticali, sviluppati sulle pareti del grattacielo, e naturalmente “affamati” di anidride carbonica.

Si chiama “Biotic Arch” e – come spiega l’architetto Vincent Callebaut – si tratta di un progetto ispirato nelle sue scelte da un problema sempre più tangibile nelle caotiche e popolose città dell’Estremo Oriente: l’inquinamento.

Di qui l’avanguardistica idea di unire tecnologia e natura, in un edificio a forma di arco. Biotic Arch apparirà come un grande cespuglio all’interno della metropoli, capace di assorbire l’anidride carbonica prodotta in eccesso; per realizzare lo scopo, la struttura esterna sarà completamente rivestita da giardini verticali, mentre al suo interno nasconderà ingegnosi impianti capaci di sfruttare le principali fonti rinnovabili (solare, eolico e biomasse).

Una struttura in cemento e vetro ad impatto minimo, e capace di trarre il proprio sostentamento dalle risorse offerte dall’ambiente. Compresa la capacità di illuminare le sue vetrate nelle ore notturne, uno spettacolo che rivoluzionerà  lo skyline di Taichung.

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