Taiwan: l’organizzazione umanitaria che fa il record nel riciclo

di Claudio Riccardi del 28 marzo 2013

La Fondazione Tzu Chi – che in cinese significa “Sollievo compassionevole” – è una ONG (organizzazione non governativa) fondata nel 1966 a Taiwan da una suora buddista, Cheng Yen. Su ispirazione ricevuta dal suo mentore, il Maestro Yin Shun, che la esortava a lavorare “per il buddismo e per tutti gli esseri senzienti”, Yen fondò Tzu Chi col proposito di alleviare le sofferenze e migliorare la vita del prossimo, realizzando l’opera d’amore predicata dal suo credo.

Ad oggi, Tzu Chi è la principale organizzazione umanitaria nel mondo di lingua cinese e vanta uno status consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Non solo, da diversi anni, la fondazione è attiva anche in campo ecologico, nella consapevolezza che il benessere dell’uomo è intrinsecamente legata al concetto di sostenibilità e che bisogna lavorare anche in questo ambito per lenire le sofferenze causate al prossimo da situazioni di degrado ambientale.

Da sei anni a questa parte, a Taiwan decine di migliaia di cittadini sono coinvolti in un progetto di volontariato davvero lodevole, e green-friendly, organizzato da Tzu Chi. Una selva paziente e motivata di “braccia” ogni giorno si presta per raccogliere bottiglie e imballaggi plastici abbandonati a bordo strada o nelle aree verdi.

LO SAI? Come riciclare la plastica correttamente nella raccolta differenziata

Convogliato in 5.400 stazioni distribuite su tutta l’isola, il materiale viene riciclato e destinato a una seconda vita: vestiti, coperte e giocattoli, che finiscono sugli scaffali dei negozi. I proventi delle vendite servono per aiutare le vittime delle catastrofi naturali che sempre più spesso, e con violenza crescente, colpiscono diverse regioni del mondo.

VIDEO: il flashmob da “Scherzi a parte!  in Canada per il riciclo della plastica

Questa iniziativa promossa dalla Fondazione Tzu Chi ha riscosso notevole successo. Basti pensare che dal 2007 ad oggi hanno collaborato alle operazioni ben 460.000 taiwanesi, un segnale di forte coesione e responsabilità civile. Un esempio per tutti.

Sempre da Taiwan:

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