Tanzania e cacciatori di elefanti: la proposta è di sparargli sul posto!

di Diana Marchiori del 28 novembre 2013

Ormai è noto che il commercio illegale di avorio alimenta  i gruppi armati di ribelli e che il bracconaggio in Africa sta decimando la popolazione degli elefanti. Si stima, purtroppo, un numero fra i 30  e i 70 esemplari uccisi al giorno.

Dal 2007 la Tanzania ha perso più della metà della sua popolazione di elefanti e si è classificata, tra 2009 e 2011, prima esportatrice al mondo di zanne sul mercato nero. Adesso, contro la brutalità dell’uomo, viene lanciata una proposta molto forte, che solleva però anche un interrogativo morale sull’esecuzione sommaria dei bracconieri.

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La nuova proposta legislativa lanciata da Khamis Kagasheki, ministro della Tanzania per le Risorse Naturali e il Turismo, è molto esplicita, consente di sparare ai bracconieri colti sul fatto. Sicuramente si tratta di provvedimento incisivo ben diverso dalla semplice pena pecuniaria o da un periodo detentivo in carcere, ma che prende in considerazione il pericolo rappresentato dai bracconieri non solo per la sopravvivenza degli animali ma per la vita di persone innocenti.

Consapevole della probabile reazione degli attivisti in difesa dei diritti umani e del diritto a un regolare processo, il Ministro, durante un’intervista, ha insistito sulla pericolosità dei bracconieri, che non esitano a sparare a chiunque si trovi sul loro cammino. Il disegno di legge e la nuova posizione del ministro tanzaniano rappresentano un grosso cambiamento nella visione politica del Paese africano.

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Non è passato molto tempo, diffatti, da quando il governo chiese alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio (CITES) il permesso di vendere più di 100 tonnellate d’avorio e di diminuire la protezione per gli elefanti presenti sul territorio, ottenendo un prevedibile rifiuto. La proposta per la nuova legge è stata preceduta da un investimento statunitense di 10 milioni di dollari, stanziati  dal governo del presidente Obama contro il bracconaggio in Africa per la salvaguardia degli animali e per la lotta ai gruppi armati ribelli che traggono sostegno dal traffico illegale d’avorio.

Anche Hilary Clinton ha annunciato che la Clinton Global Initiative  è pronta a stanziare ben 80 milioni di dollari per porre fine a bracconaggio e traffici illeciti.

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Non si pensi che la Tanzania sia la prima a proporre una legge di questo tipo. Una recente legge dello stato indiano del Maharashtra ha depenalizzato il ferimento e l’uccisione dei bracconieri da parte delle guardie forestali, dichiarando guerra alla caccia di frodo. Nell’ambito di questa politica lo stato incrementerà il numero di ranger e offrirà compensi a chi potrà fornire informazioni su attività di bracconaggio e contrabbando di animali.

Il 2012 è stato un anno nero per le tigri indiane, purtroppo diversi esemplari sono deceduti per mano dell’uomo. Le guardie forestali raramente riescono a cogliere i bracconieri sul fatto, poiché spesso agiscono di notte, per questo motivo ricompensare gli informatori per il loro aiuto si dimostra particolarmente importante per frenare la strage degli animali.

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