Tassa sul junk food, in arrivo in Messico e in Germania

di Alessia del 9 dicembre 2013

Le multinazionali del cibo spazzatura, il cosiddetto junk food, hanno stravolto le abitudini alimentari dei Paesi di tutto il mondo. A poco sono valse le campagne di educazione alimentare e i consigli dei nutrizionisti, a quanto pare l’ultima spiaggia sembra essere quella della tassa sul cibo.

E’ così che il Parlamento del Messico ha approvato una nuova legge in cui si stabilisce l’innalzamento dei prezzi sul cibo-spazzatura: sarà dell’8% per gli alimenti ricchi di grassi, sale e zuccheri e di 0,5 euro per ogni litro di bevanda zuccherata. Il piano inoltre prevede l’obbligo di apporre le etichette nutrizionali nei supermercati, garantire l’acqua potabile nelle scuole e coinvolgere la popolazione in almeno un’ora di attività fisica al giorno.

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In Messico i dati sulle malattie legate ad una nutrizione scorretta sono spaventosi: il 32,8% della popolazione è obeso e il 9,2% dei bambini soffre di diabete, che sta decimando la popolazione (100.000 morti ogni anno) mentre i malati sono 6,5 milioni.

Il Messico non è l’unico Stato ad aver proposto la tassa sul junk food: la Norvegia già dal lontanoo 1981 ha aumentato le tasse su tutti gli alimenti contenenti zucchero, a seguire troviamo l’Australia, l’Ungheria, la Danimarca e per ultima la Francia.

Ora anche la Germania sta valutando l’opzione soda tax per riuscire a contenere le spese sanitarie correlate alle problematiche dell’obesità. Il Governo sta discutendo sull’aumento dell’IVA per tutti gli alimenti che contengono più di 275 calorie ogni 100 grammi.

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E in Italia? Tempo fa il ministro Balduzzi del Governo Monti provò a introdurre la soda tax, ma la proposta venne bocciata sul nascere.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal ha dimostrato che solo una tassazione pari al 20% riesce a modificare le abitudini alimentari.

E’ scontato, ma doveroso ripeterlo, che tutti gli incassi legati alla tassazione dovranno essere convogliati  in programmi di educazione alimentare di modo che lo Stato possa tutelare il cittadino incentivando le persone a modificare le loro pessime abitudini.

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Iniziative di questo tipo dovrebbero farci riflettere su un aspetto: abbiamo davvero bisogno di una decisione che provenga dall’alto per imparare a prenderci cura di noi stessi?

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