Taxi automatici per abbattere le emissioni di CO2

di La Ica del 11 ottobre 2015

Dopo i primi test drive di Google e l’annuncio che la prima auto senza conducente a marchio Nissan arriverà sulle strade già nel 2018, è la volta della start-up Zoox, che potrebbe relegare al solo album dei ricordi il mestiere del tassista, già messo a dura prova in tutto il mondo da aziende come Uber e Lyft.

L’idea di un taxi-robot arriva proprio da una costola di Google: l’ingegnere Jesse Levinson, che si è occupato di scrivere l’algoritmo di navigazione di Junior, una Volkswagen Passat a guida autonoma, quando era studente di Sebastian Thrun, ex direttore del progetto self-driving car per il colosso di Mountain View;ha fondato Zoox, un’azienda che vuole produrre il primo veicolo futuristico ed eco-compatibile entro il 2020. Il progetto è diventato più realistico nel 2014 quando si è unito anche un designer australiano Tim Kentley-Klay, e già sono visibili i primi prototipi del veicolo.

Qualcun’altro ha già pesato ad Un mototaxi elettrico per le metropoli dell’Asia

Si tratta di un taxi senza autista chiamato L4 ed ha una linea sportiva con porte ad ala di gabbiano e tettuccio ricurvo. Non ha il parabrezza, il freno ed il volante; così tutto lo spazio interno disponibile è destinato ai 4 passeggeri che può trasportare, sui cui sedili si potranno disporre comodamente l’uno di fronte all’altro.

L4 Zoox

Il robo-taxi ha un design avveniristico perché è privo di comandi fisici per la guida

I componenti principali di L4 sono infatti motore, batterie e computer, che verranno disposti a gruppi di 3 vicino alle ruote, garantendo ad ognuna la possibilità di azionarsi e svoltare in maniera totalmente indipendente dalle altre. Ora Zoox ha in mente di migliorare sia la sicurezza su strada che la meccanica.

L4 dettaglio

Su L4 di Zoox ci si potrà sedere gli uni di fronte agli altri

Approfondisci:Auto senza conducente, l’ultima frontiera della mobilità eco-sostenibile o bufala?

Secondo gli studiosi del Lawrence Berkeley National Laboratory, un taxi senza conducente produce una percentuale di emissioni nocive che oscilla tra il 63% e l’82% in meno di quelle prodotte da una macchina ibrida, e il 90% in meno di un’automobile privata che funziona a combustibile. Se anche solo il 5% degli americani decidessero di utilizzare, entro il 2030, questo taxi-robot, arriverebbero a risparmiare ben 7 milioni di barili di petrolio l’anno, ovvero 2,4 milioni di tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera.

Un’ipotesi sempre più concreta…

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