Dopo le auto e le stazioni di ricarica, ora Tesla punta sulla città solare

di Marco Grilli del 22 dicembre 2014

Non si fermano i piani dell’eccentrico e visionario Elon Musk, fondatore di Tesla Motors e presidente di Solar City, che senza tanti giri di parole mira a conquistare una posizione dominante non solo sul mercato delle auto elettriche, ma anche in quello del fotovoltaico.

Ma andiamo per ordine. Coi suoi modelli efficienti e innovativi (Model S, Model X), Tesla Motors ha migliorato l’estetica e le prestazioni delle auto elettriche, guadagnandosi una notevole credibilità in questo settore. Elon Musk, il suo vulcanico leader, è anche presidente di Solar City, la società amministrata da suo cugino Lydon Rive, che rappresenta una delle principali realtà americane nella progettazione, installazione, manutenzione e affitto dei pannelli fotovoltaici.

Lo scorso giugno Solar City ha acquistato Silevo, un’azienda che produce pannelli solari in silicio ad alta efficienza, grazie all’avanzata tecnologia delle celle Triex, una via di mezzo tra fotovoltaico cristallino e amorfo. La mossa è chiara: sfidare la più ampia produzione cinese di pannelli a bassi costi ma scarsa efficienza, durata e quindi convenienza economica, per arrivare nel medio-lungo termine a dominare un mercato ben più ambito, ossia quello del fotovoltaico di alta qualità e resa, il solo che potrà efficacemente competere coi combustibili fossili.

Questa è stata la prima mossa sull’asse Musk-Rive, che riserva ora più grandi sorprese. Sono stati infatti annunciati altri due progetti faraonici, piuttosto rischiosi e tra loro collegati, che se avranno successo potranno sancire la loro leadership nei settori dell’energia solare e delle auto elettriche.

LE ORIGINI: Tesla e Solar City insieme per creare case alimentate ad energia solare e non connesse alla rete

Prima di tutto, Solar City è in trattativa con lo Stato di New York e altri partner finanziari per la realizzazione di un impianto di produzione di pannelli solari che, qualora vedesse la luce, risulterebbe uno dei più grandi al mondo. Si punta ancora una volta sulla quantità e qualità per differenziarsi dall’offerta cinese, con l’obiettivo di raggiungere una produzione di oltre mille megawatt l’anno. E si tratterebbe solo di un primo passo, in attesa di dar vita ad altre fabbriche ancora più produttive e tese a perseguire la massima efficienza delle celle, in modo da abbattere i costi dei pannelli da 2,30 a solo 1,20 dollari per watt. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di abbinare la migliore tecnologia fotovoltaica con notevoli economie di scala, proprio per ridurre i costi e migliorare l’efficienza e la convenienza dell’energia solare.

Un investimento comunque rischioso, se pensiamo che nel 2013 il costo dell’energia prodotta da pannelli solari è stata il doppio di quella derivata dai combustibili fossili, in tempi, tra l’altro, dove le famiglie badano al risparmio in bolletta e potrebbero essere non troppo interessate a investire sul solare, senza rassicurazioni sulla sua reale convenienza. Solar City ragiona comunque in termini di economia di scala e mira ad esser la prima azienda a farsi trovare pronta quando, come spera, vi sarà una notevole richiesta di pannelli fotovoltaici a bassi prezzi e alta efficienza, per un’energia solare finalmente in grado di battere i combustibili fossili.

Tesla e Solar City

Tesla e Solar City: accoppiata vincente?

Solar City e Tesla Motors continuano a unire le loro forze, ragionando in termini più ampi che collegano le esigenze dell’energia solare con quelle delle auto elettriche. Tra i problemi più assillanti in questi settori vi sono quelli dello stoccaggio dell’energia prodotta e della scarsa efficienza delle batterie, che rappresentano l’elemento più costoso delle vetture ecologiche. Ebbene, l’azienda amministrata da Rive ha già annunciato che, entro i prossimi cinque-dieci anni, tutti i pannelli solari installati saranno dotati di un sistema di batterie per ovviare all’intermittenza della luce del sole. Batterie che verranno fornite da Musk, il quale ha in cantiere il progetto di una giga-factory, ossia di una mega-fabbrica che sarà realizzata negli Stati Uniti, tesa in tempi brevi addirittura a raddoppiare la produzione mondiale delle batterie agli ioni di litio.

Un’altra iniziativa decisamente ambiziosa, se consideriamo l’alto investimento richiesto (5 miliardi di dollari), per un mercato – quello delle auto elettriche –, sicuramente in crescita ma ancora lontano dai numeri delle vetture ad alimentazione tradizionale. La gigantesca fabbrica sorgerà in Nevada e dovrebbe avviare la sua attività nei prossimi anni, promettendo di diventare il più grande impianto al mondo del settore, con un picco produttivo di ben 500mila gruppi di batterie a ioni di litio.

Con tali cifre sarebbero nettamente superate le esigenze delle auto Tesla, mentre il consistente surplus potrebbe esser destinato a Solar City e alle case automobilistiche concorrenti, nonché utilizzato come fonte di energia d’emergenza per le reti elettriche di vicinato e le torri dei cellulari.

Anche in questo caso l’obiettivo è di realizzare un’economia di scala per arrivare a un netto taglio dei costi di produzione, ma è difficile sapere se tale mossa potrebbe aver successo, considerato il mercato ancora di nicchia delle auto elettriche (lo 0,6% in Usa) e il fallimento di progetti analoghi, sostenuti perfino dal governo degli Stati Uniti, per avviare un’industria di batterie destinate alle vetture ecologiche.

Ora Tesla punta sulla città solare, dunque e se Musk vincerà la sua difficile scommessa, le future generazioni potranno finalmente assistere al trionfo dell’energia pulita e della mobilità sostenibile.

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