Tesla e SolarCity convertono un’isola di Samoa dal diesel al solare

di Luca Scialò del 30 novembre 2016

Un ottimo colpo quello messo a segno dal colosso del settore automobilistico Tesla Motors, che ha approvato la fusione con SolarCity. Uno dei più grandi appaltatori residenziali di energia solare negli Stati Uniti. Che vanta oltre 300.000 clienti. In realtà, questa fusione era già stata anticipata dalla conferenza stampa di Elon Musk nel mese di ottobre.

Vengono così a concretizzarsi le sinergie di una triade notevole, costituita da Tesla EV, SolarCity e Powerwall (sempre di Tesla). In realtà, già prima della fusione, tra Tesla e SolarCity esisteva un’attiva collaborazione su più progetti.

Tra questi, uno dei più interessanti è la trasformazione energetica di una delle cinque splendide isole di Samoa, Ta’u. Situate nel Pacifico del Sud, a circa 4.000 miglia di distanza dalla costa occidentale.

Fino ad oggi, i 600 abitanti dell’isola hanno fatto affidamento su generatori diesel per l’alimentazione energetica delle loro case, i piccoli negozi, il porto e le pompe per l’acqua. Per fare ciò, a Ta’u dovevano essere importati 100.000 galloni di carburante. Per altro, una parte significativa di questo combustibile veniva riservato per il trasporto dell’energia stessa.

SPECIALE: Samso, l’isola delle rinnovabili in Danimarca

Inoltre, innumerevoli volte i rifornimenti energetici non arrivavano in tempo, costringendo a interruzioni di corrente sull’isola. In passato, gli abitanti dell’isola hanno vissuto a lungo a lume di candela. Oggi stanno un po’ meglio, ma nel 2016 è impensabile vivere ancora con quelle pesanti carenze energetiche.

Ora, Ta’u è energeticamente completamente autonoma grazie agli sforzi combinati di Tesla e SolarCity. Un pannello solare da 1,4 megawatt è più che sufficiente per soddisfare il fabbisogno energetico dei pochi isolani. Mentre 60 Powerpack di Tesla, pari a 6 megawatt cadauno, possono rifornire di energia l’isola per tre giorni qualora i pannelli solari non funzionino per i più svariati motivi.

Ecco un'immagine di un gruppo di 60 Powerwall dislocati sull'isola

Ecco un’immagine di un gruppo di 60 Powerwall dislocati sull’isola (Immagine via: SolarCity)

Siamo di fronte a un nuovo paradigma energetico. La risoluzione completamente green del fabbisogno energetico di isole con pochi abitanti. D’altronde, proprio le isole stanno subendo in primis i cambiamenti climatici drastici in corso. Con l’erosione delle spiagge e un crescente pericolo Tsunami. E proprio dalle piccole isole può giungere un importante esempio di come si possa ridurre la produzione di carbonio.

ISOLE FELICI: L’isola dove i maiali nuotano liberamente in mezzo alle persone

Ricordiamo infine che questo interessante progetto è stato finanziato dall’Autorità Samoana per lo sviluppo economico, l’Environmental Protection Agency e il Dipartimento degli Interni.

Vediamo anche un bel video che ci racconta questa storia a tutto rinnovabili

Tutte le immagini via: SolarCity

Leggi anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *