Tesoro, mi si sono ristretti gli animali!

di Claudio Riccardi del 26 marzo 2013

La temperatura del globo aumenta, i ghiacciai si assottigliano, il livello dei mari cresce, le catastrofi sono sempre più frequenti e disastrose. Gli ecosistemi non stanno lì a guardare ma reagiscono, si adeguano, si adattano. A volte ci riescono, altre sono meno fortunati.

Gli animali a volte purtroppo si estinguono, più spesso cambiano forma: alcuni rimpiccioliscono, altri diventano più grandi, a seconda della posizione nella catena alimentare e del cibo presente in natura.

Quando il termometro sale, tendenzialmente, le dimensioni degli esseri viventi si riducono. Così ci dice l’evoluzione del pianeta Terra, attraverso l’esame di passate ere geologiche. Per esempio, durante il massimo termico del Paleocene-Eocene, un periodo iniziato 55 milioni di anni fa e durato all’incirca 175 mila anni, l’incremento di anidride carbonica negli oceani e in atmosfera determinò un aumento delle temperature globali medie di alcuni gradi.

FOCUS:  Animali più piccoli per colpa del riscaldamento globale! sarà vero?

I mammiferi reagirono al cambiamento rimpicciolendo considerevolmente. Effetto della legge di Bergmann: la massa corporea è inversamente  proporzionale alla temperatura.
Sulla base di questo principio, un filone di studi evolutivi suggerisce che a causa del riscaldamento globale, molti animali – mammiferi,pesci, rettili, anfibi e insetti – oggi virano verso il downsizing: una taglia ridotta aiuterebbe infatti a disperdere meglio il calore e richiederebbe un minore apporto di cibo. La differenza sta nel fatto che le capacità di adattamento si siano notevolmente velocizzate, se consideriamo che il global warming è un fenomeno emerso negli ultimi 50 anni. Un passaggio che avrebbe del clamoroso.

Gli animali più piccoli disperdono il calore più velocemente: sono quindi meglio adattabili a climi più caldi e, per contro, più vulnerabili a temperature più basse. Ecco perché mentre la Terra si riscalda, la tendenza media registrata nel mondo animale è quella di rimpicciolire. Esempi arrivano dalla lince canadese, dalla pecora scozzese di Soay, dai pesci tropicali che emigrano verso mari più freddi, da api e farfalle che vedono anche notevolmente accellerato il loro metabolismo.

Anche rettili e anfibi paiono destinati a seguire questa tendenza, l’esempio opposto arriva invece dalle foreste di conifere del Nord America, dove la martora sta crescendo in peso e dimensioni, forse perché gli inverni meno rigidi – con il conseguente disgelo anticipato – garantiscono una certa facilità nel reperire le prede.

Il quadro è sfaccettato,  in continua  ma soprattutto rapida evoluzione. Come mai era accaduto prima nella storia.

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