A Torino parte l’esperimento delle centraline U-earth per monitorare l’aria

di Luca Scialò del 11 agosto 2016

Torino, una città ricca di monumenti e spazi verdi, ma purtroppo anche molto inquinamento, al punto da essere tra le città più inquinate al mondo per i livelli di PM10 nell’aria. Un inquinamento provocato principalmente dallo smog delle auto e dagli impianti di riscaldamento in inverno. Per ovviare a ciò, si è lanciato nel capoluogo piemontese il Pure Air Zone, per ora solo in via sperimentale, per opera del Torino Living Lab in collaborazione con U-earth. L’obiettivo è di creare la prima “zona d’aria pura” in città.

U-earth è un’azienda biotech europea dedita alla purificazione dell’aria. Come funziona la tecnologia che ha messo a punto? La centralina che ha realizzato si basa su una biotecnologia completamente naturale, in quanto riproduce lo stesso meccanismo naturale di riqualificazione dell’aria dagli agenti inquinanti. Questi ultimi sono attratti dai depuratori AIRcel mediante carica elettrica molecolare, vengono così catturati e distrutti da microrganismi. Il tutto senza produrre scorie dannose per l’uomo. Quest’ultima operazione viene portata a termine dal sistema U-Ox.

La biotecnologia della U-earth, oltre a distruggere gli agenti inquinanti e a sanificare l’aria, offre anche un monitoraggio della stessa. Che gli stessi cittadini possono controllare. Ciò grazie allo U-monitor, sistema che rileva i dati (Voc, Odorous Gas, CO, NO2, PM1, PM2.5, T, H) che poi saranno analizzati ed elaborati. Il tutto per osservare le dinamiche nel tempo, i picchi, rilevare i valori notturni e correlare i dati.

Dal 21 giugno, il progetto utilizza anche dei droni prodotti dalla società proprio piemontese Nimbus srl, che montano centraline di monitoraggio U-monitor. Il tutto, per rendere il monitoraggio dell’aria della zona ancor più efficiente.

La prima Pure Air Zone è stata installata nel ‘Giardino Dispersi sul fronte Russo’, sito sul corso Svizzera angolo via Medici, e ha iniziato a funzionare lo scorso 15 giugno in via sperimentale. Le centraline U-monitor hanno già vinto il premio Smau innovazione 2016.

Nel corso del mese di settembre verrà poi installato un secondo bioreattore AIRcel nel parco giochi adiacente. Ma in programma c’è anche l’installazione di una Pure Air Zone in una scuola dello stesso quartiere e in un ospedale. Torino Living Lab e U-earth vogliono così estendere tale progetto su più zone della città.

Per far sì che U-Monitor funzioni sempre egregiamente e soprattutto senza inquinare, sarà sufficiente una manutenzione al bio-reattore AIRcel, aggiungendovi dell’acqua ogni 5-6 giorni, la quale evapora durante il funzionamento. Nonché un additivo enzimatico chiamato U-Ox ogni 30 giorni.

Per conoscere meglio U-earth è sufficiente andare sul sito ufficiale dell’azienda: www.u-earth.eu.

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