Fare trekking in Nepal: consigli per un’eco-vacanza sul tetto del Mondo

di Erika Facciolla del 13 giugno 2014

Alzi la mano chi non ha mai anche solo sognato di intraprendere un trekking in Nepal. Per chi dovesse trasformare questo sogno in realtà, quest’estate o in un altro periodo dell’anno, vi vogliamo dare dei consigli per un’eco-vacanza sul tetto del Mondo.

Chi volesse visitare il Nepal a piedi senza rinunciare alle comodità anche a 3.000 metri di quota, potrebbe puntare la propria bussola in direzione di Poon Hill: un balcone naturale a 3.210 metri di altitudine, affacciato sull’Himalaya. Dal nome si intuisce quanto diversa possa essere l’idea di ‘altezza’ per un nepalese rispetto alla nostra: solo una collina (hill), appunto, visto che i picchi più alti superano i 6.000/7.000 metri. Partendo da Ghorepani, l’ultimo villaggio prima di Ponn Hill, ci vogliono 2 giorni di cammino per arrivare a destinazione, dove lunghi tratti di trekking piuttosto agevole si alternano a percorsi e ‘scalinate’ ripidissimi tra boschi, vallate e sentieri che sembrano non finire mai.

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Quello che vi sorprenderà se doveste intraprendere un viaggio a piedi tra le alture di questa regione (l’Annapurna), è la rete di servizi e l’organizzazione che molte strutture ricettive (lodge) del luogo sono in grado di offrire.

Del resto, tra i vicoli e in sentieri che attraversano questi villaggi passano ogni anno circa 60.000 trekker provenienti da ogni parte del Mondo, attirati dalle bellezze mozzafiato di una Natura che, nonostante l’afflusso turistico, continua ad essere rispettata e incontaminata.

Pannelli solari per produrre acqua calda, nessuna traccia di bottiglie di plastica nei piccoli negozi di alimentari e tanti piccoli accorgimenti per non inquinare l’ambiente circostante.

trekking nepal

Fare trekking in Nepal: consigli per un’eco-vacanza sul tetto del Mondo

Che siate camminatori incalliti, appassionati del trekking estremoesperti della montagna o semplici amanti della vita all’aria aperta, con la sua fitta rete di sentieri che collegano i villaggi disseminati su tutto il  territorio, il Nepal è la destinazione giusta per chi è in cerca di una vacanza fuori dagli schemi, avventurosa ed emozionante. Per organizzare il vostro viaggio, però, affidatevi a tour-operator specializzati (sul web ce ne sono tantissimi) e non improvvisate: quella che vi accingete ad intraprendere, infatti, potrebbe diventare una delle esperienze più incredibili della vostra vita.

Scopri: 

Ovviamente, per affrontare un trekking in Nepal ci vuole preparazione atletica, addestramento e tanta forza d’animo, dunque non vi consigliamo di intraprendere un viaggio del genere per trascorrere il periodo estivo alla scoperta delle bellezze nepalesi (ameno ché non siate dei veri sherpa o dei gurung), ma di concepire una possibile vacanza in questi luoghi da un punto di vista alternativo, molto più sostenibile e autentico, come solo i veri amanti della montagna sanno fare.

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Fare trekking in Nepal: il paesaggio vi emozionerà

E se volete un assaggio di quello che vi attende in questo magico Paese tra le montagne asiatiche, allora andate a leggere il libro ‘La felicità sul tetto del Mondo. Diario di un trekking in Nepal’ (Asterisk edizioni media) che racconta il Nepal vissuto anche da Michela Alessandroni e Gabriele Nestola.

Un emozionante diario di viaggio sull’emozionante viaggio a piedi tra le montagne, in ghiacciai e i dirupi dell’affascinante regione himalayana del Khumbu.

Scoprirete così che Dengboche è il villaggio più alto del mondo (4.410 metri di altezza) sul versante nord-orientale del Nepal, da cui si può godere di una delle più spettacolari viste sulla catena dell’Himalaya, dalla quale si elevano i picchi innevati dell’Everest, del Nuptse, del Lhotse e di alcune delle vette più alte del mondo.

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Imparerete che fare trekking in Nepal passa anche dal sentiero che collega questo piccolo villaggio sperduto tra le montagne nepalesi al vicino Tengboche (3.860 m), famoso per essere sede del più importante monastero buddista del Khumbu, vi farà fare incontri curiosi con i muschus e gli yak che si rincorrono liberi lungo i ripidi pendii, e con i ‘portatori’ di pesi che percorrono faticosamente quella che un tempo era la strada che il Guru Rinpoche utilizzava per raggiungere il Tibet, diffondendo così la filosofia buddista sul Tetto del Mondo.

Il Tibet è fatto di paesaggi mutevoli, un sole caldissimo e ustionante, poco ossigeno nei polmoni e l’accecante bagliore delle nevi perenni: è il Nepal vissuto da una prospettiva inedita, sicuramente emozionante.

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