Turbina eolica a imbuto per avere 600% in più di energia

di Marco Grilli del 6 marzo 2014

Turbina eolica a imbuto per avere 600% in più di energia

Nuovi design e tecnologie sempre più all’avanguardia promettono di rivoluzionare il settore delle rinnovabili.

Soffermandoci sull’energia del vento, chissà se in futuro le ingombranti pale eoliche potranno esser gradualmente soppiantate dalle nuove turbine eoliche a imbuto, prodotte d una azienda del Minnesota SheerWind.

I primi proclami provenienti dagli States lasciano ben sperare. Gli ingeneri, che hanno messo a punto questo innovativo aerogeneratore -ribattezzato “Invelox” dichiarano di poter  produrre il 600% di energia in più rispetto ai tradizionali sistemi eolici. Il tutto sia limitando l’invasività paesaggistica delle pale, grazie alle ridotte dimensioni delle turbine, che riducendo i rischi per gli uccelli e l’avifauna selvatica, poiché tutti i componenti del sistema sono integrati all’interno della struttura.

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Vediamo quindi come funziona Invelox, che dovrebbe esser prodotto in serie già entro la fine del 2014. Colpisce subito il suo progetto: scordatevi  le consuete pale esterne e pensate ad una struttura verticale ed affusolata, dove la parte superiore a forma di imbuto presenta prese di aspirazione capaci di convogliare le correnti ventose, provenienti da ogni direzione, verso la turbina, posizionata alla base della struttura.

Invelox riesce a funzionare anche con poco vento, poiché cattura anche le più piccole brezze, che poi acquisiscono notevole velocità all’interno del sistema grazie ad una serie di bocchette e tubi che le canalizzano verso la turbina vera e propria, deputata a trasformare l’energia cinetica del vento in elettricità.


Stando ai dati trasmessi da SheerWind, il sistema riesce a “velocizzare” notevolmente le correnti ventose prima dell’operazione di conversione in energia elettrica: per esempio un vento che tira a 16 km/h cresce ad una velocità di 64 km/h, prima di raggiungere la turbina. Si sfrutta sostanzialmente un fenomeno fisico chiamato “effetto Venturi”, secondo il quale la pressione di una corrente fluida aumenta col diminuire della velocità. In pratica, quindi, questa tecnologia accresce la velocità del vento e diminuisce la pressione, in tal modo accelerando la turbina eolica posta alla base.

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Secondo la società del Minnesota, questa nuova turbina può esser costruita in varie dimensioni ed è quindi  adatta sia per le grandi strutture che per i più piccoli parchi eolici.

Un altro suo punto di forza sarebbe poi costituito dal prezzo, poiché non necessiterebbero grandi capitali per la sua installazione, mentre è stato calcolato che una volta in funzione tale sistema  costerebbe solamente 1 centesimo/Kwh. Insomma, promette la massima convenienza, anche a prescindere dai sussidi governativi.

SheerWind è pronta dunque a ingaggiare anche la più grande sfida per la competitività, schierando la turbina contro il gas e l’idroelettrico. Vedremo in futuro sia quanta fetta del mercato riuscirà a conquistare l’energia del vento, sia se i moderni imbuti riusciranno a imporsi rispetto alle tradizionali pale, spesso al centro delle critiche per la loro invasività.

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