Turchia, la prima città alimentata con gusci di pistacchio

di Luca Scialò del 10 maggio 2014

Sebbene sia un Paese tutt’altro che irreprensibile dal punto di vista del rispetto ambientale, è allo studio proprio in Turchia la prima città alimentata con gusci di pistacchio. E’ già stata individuata un’area di 3.200 ettari vicino alla città di Gaziantep, al confine con la Siria. L’iniziativa ha economicamente senso in un Paese come la Turchia, che è il terzo produttore al Mondo di pistacchi, che rappresenta una delle voci principali dell’economia locale (ne esporta 4.000 tonnellate all’anno).

Ma come si è arrivati a questo progetto singolare? L’azienda francese Burgeap, che si occupa di ingegneria ambientale, ha scoperto che bruciando i gusci dei pistacchi, il potere calorico generato è straordinario, pari a 19,26 megajoule al kg, tale da poter riscaldare (ma anche a raffreddare) decine di edifici.

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Prima che la città si realizzi definitivamente – si parla di circa 5 anni – qualche singolo progetto è già stato messo in piedi. Come un’abitazione di 320 mq, del tutto autonoma dal punto di vista energetico. La casa è infatti dotata di tubature sotterranee che la riscaldano o la raffreddano sfruttando la temperatura naturale del sottosuolo.

Ma non finisce qui. I suoi innovativi pannelli solari producono un notevole surplus di energia. L’impianto idrico sfrutta l’acqua piovana e depura le acque reflue, rendendole riutilizzabili. Costruita lo scorso anno, la casa è stata premiata dal Passive House Institute, istituto tedesco che è l’unico al Mondo a rilasciare certificazioni ecologiche riconosciute su tutto il pianeta.

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Certo, una casa siffatta comporta anche notevoli costi iniziali per la sua ideazione. Costi che però saranno ammortizzati nel giro di qualche anno grazie al totale risparmio energetico.

Con questo metodo la Turchia forse potrebbe risolvere la propria dipendenza dall’energia energia elettrica dell’estero, infatti ne importa per oltre il 75%.

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