I 27 luoghi dove la Natura è più strana

di Claudia Raganà del 17 gennaio 2014

Nell’immaginario comune, gli spettacoli paesaggistici che la natura offre, hanno le sembianze di un tramonto che infuoca il cielo, di nuvole bianche gonfie come panna montata che si incastonano in un cielo dalle tinte turchesi, di spiagge chiare come la neve, che finiscono in un mare cristallino, di colline di un verde acceso, abitate da bianche pecorelle che sembrano mini-nuvolette….

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Ma ci sono meraviglie naturali che rompono questi schemi classici e ci regalano viste quasi extra-terrestri.

Non dimentichiamo che il nostro Pianeta subisce continue trasformazioni da milioni di anni, come un gigantesco cantiere, sempre in divenire. Acqua, vento, calore, minerali e numerosi processi ancora sconosciuti plasmano e mutano continuamente l’aspetto della Terra. Grotte, canyon, laghi, montagne, ghiacciai, sono il risultato di questo continuo processo di cambiamento e di bizzarre e apparentemente inspiegabili opere naturali.

Prima che la scienza potesse spiegare questi strani fenomeni, le popolazioni locali si tramandavano leggende di generazione in generazione. Queste bizzarre formazioni, però, hanno una storia geologica molto più semplice e veritiera: sono il risultato di erosione, di antiche attività geotermiche e vulcaniche, che hanno dato vita a sensazionali risultati.

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Esistono poi scenari paesaggistici frutto di improvvisi ed imponenti cambiamenti, che ci ricordano come la civilizzazione dell’uomo esiste grazie al tacito consenso della Natura, ma che tale consenso può subire in qualunque momento dei cambiamenti, senza preavviso. Perdiamoci in questi incredibili scenari.

Iniziamo da Sarisariñama Sinkholes, in Venezuela. Sulla cima piatta del monte Cerro Sarisariñama, la forza di gravità ha creato 4 perfetti buchi circolari, profondi circa 300 metri, contornati da una fantastica foresta pluviale. Quest’area è talmente lontana dalle zone abitate, da essere stata scoperta solamente nel 1961, grazie ad un aereo che sorvolava la montagna.

Luray Caverns, Virginia. L’attrazione di queste caverne sono sicuramente le stalattiti e stalagmiti che disegnano un ambiente unico, ma la grotta, datata circa 400 milioni di anni, è stata trasformata nel più grande organo del mondo, grazie alla costruzione, nel 1954, di un organo che sfrutta la risonanza e gli echi della cavità, producendo un suono che si dipana anche nelle grotte vicine.

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Lago Retba, Senegal. Il colore delle acque di questo lago sembra artificiale, come se avessero sciacquato un enorme pennello intriso di rosa. In realtà, responsabile di questa particolare colorazione è una specie di alga, la Dunaliella salina. L’acqua ha una densità salina molto elevata (circa il 40%) mentre l’alga tende a depositarsi sulle sponde del lago, per poi essere raccolto dai locali.

Torre di ghiaccio del Monte Erebus, Antartide. Sul Monte Erebus, vulcano attivo dell’Antartide, i gas bollenti provenienti dall’intensa attività del sottosuolo, escono in superficie fondendo il ghiaccio e andando a formare delle caverne. I gas che gelano prima dell’emersione formano dei “comignoli”, che possono raggiungere altezze sensibili (circa 20 metri). Questi fenomeni danno origine ad un paesaggio lunare.

Giant’s Causeway, Irlanda del Nord. E’ una delle attrazioni più famose dell’Irlanda del Nord e si compone di oltre 40.000 colonne di basalto dalla forma esagonale, che sembrano formare un percorso per giganti. Questo paesaggio è il risultato di un’antica attività vulcanica. Gli Irlandesi attribuivano la creazione del Sentiero del Gigante ad un gigante irlandese che, dovendo sfidare un gigante scozzese, costruì un sentiero che gli consentisse di attraversare il mare di Scozia per raggiungere il suo avversario.

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L’occhio del Sahara, Mauritania. Si tratta di un’enorme depressione, dalla forma circolare simile a quella di un gigantesco occhio, visibile persino dallo spazio, tanto da esser preso come punto di riferimento per gli astronauti in orbita. Questa conformazione è il risultato dell’erosione dei venti e della sedimentazione di rocce e sabbie.

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 Colline di cioccolato, Filippine. Sono circa 2.000 promontori simmetrici, che si ergono nell’isola di Bohol. Nonostante le numerose leggende, sono conosciute con questo nome per via della loro forma simile a enormi cioccolatini.

Caverna dei cristalli, Naica, Messico. Centinaia di metri al di sotto della superficie terrestre, in una cava di piombo e argento, esiste una caverna di cristalli di gesso di grandi dimensioni, formatisi grazie alle esalazioni provenienti dalle acque bollenti sottostanti, frutto di un’intensa attività vulcanica del sottosuolo. La grotta può raggiungere anche i 150° di temperatura e non è possibile permanerci per più di 10 minuti.

Blood Fall’s, Antartide. Lungo i costoni del Ghiacciaio Taylor troviamo delle cascate dal vivido colore rosso, quasi delle macabre cascate di “sangue”. Gli studi delle acque evidenziano l’altissima presenza di ferro alla sorgente delle cascate (situate a circa 400 metri sotto il ghiaccio).

Fiume Cano Cristales, Colombia. E’ stato soprannominato Fiume Arcobaleno, per i suoi caratteristici colori. Lungo il complesso montuoso Serranìa de la Macarena, ad est delle Ande colombiane, questo fiume si colora come un arcobaleno grazie ad una pianta, la Macarenia Clavigera, che vive nel letto del corso d’acqua. Il periodo che va tra luglio e dicembre è il migliore per osservare il caleidoscopio di colori dell’acqua.

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Pammukale, Turchia. Le acque di queste piscine sono rinomate da migliaia di anni per gli effetti curativi benefici, ricche di carbonato di calcio, provegono da 17 sorgenti sottorreanee e scorrendo in queste vasche naturali, formano un deposito calcareo, che nel corso dei millenni ha donato a questo luogo la scenografica conformazione che vediamo.

Devil’s Marble, Australia. Considerato luogo sacro per gli aborigeni (si trova nel cuore dei territori del Nord, al centro del paese), le formazioni rocciose che si possono osservare qui, somigliano a delle gigantesche biglie di granito.

Le caverne di marmo del lago Carrera,  tra Cile ed Argentina. Pareti scolpite come marmi, riflesso verde-azzurra delle acque del Lago Carrera: queste sono le Marble Caves, al confine tra Cile ed Argentina. Sono accessibili in kayak, anche se purtroppo questo paradiso risulta minacciato dal progetto di costruire una diga nei pressi del lago.

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Moeraki Boulders, Nuova Zelanda. Sembrano delle gigantesche biglie disposte lungo il bagnasciuga e attorno a loro si sono sbizzarrite le più disparate leggende. Le Moeraki Boulders, in realtà, sono il risultato di una sedimentazione rocciosa lunga milioni di anni. L’erosione operata dalla sabbia circostante le ha donato la caratteristica forma rotonda. I Maori raccontavano che le enormi pietre altro non erano che resti di zucche e patate dolci arrivate fin sul bagnasciuga dal relitto di una mitologica canoa.

Fiume sotterraneo di Puerto Princesa nell’Isola di Palawan, Filippine. Puerto Princesa è il fiume sotterraneo navigabile più lungo del mondo. Scorre nel Mar Cinese Meridionale, in una caverna lunga circa 25 km e costellata di stalagmiti. Il fiume sotterraneo si trova in un parco nazionale dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed ospita numerose specie di uccelli, mammiferi, rettili e piante.

White Sand National Monument, Nuovo Messico. Dune che sembrano di zucchero: ecco lo spettacolo che si para dinanzi agli occhi incantati dei visitatori, nel deserto Cihuahua, in New Mexico. L’evaporazione delle acque del vicino lago (Lake Lucero), ricche di minerali, lascia dei depositi di gesso che vanno a mescolarsi alla sabbia, donandogli questo colore bianco candido.

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 Deserto bianco, Egitto. Si tratta di singolari formazioni rocciose, scolpite dall’erosione del vento.

Waitomo Glowworm Caves, Nuova Zelanda. Unicamente nell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, all’interno delle grotte di Waitomo e nella parte interna della regione, crescono delle minuscole creature, vermi simili a lucciole, in grado di emanare una suggestiva luce bluastra dai loro corpi. La concentrazione di questi organismi all’interno della grotta di Waitomo rende la sua esplorazione molto suggestiva.

The Waves, Coyote Buttes, Arizona. Il risultato dell’erosione provocata dal vento ha scolpito le formazioni sabbiose di Coyote Buttes con queste incredibili venature che percorrono tutta la roccia con una perfezione incredibile. The Waves è anche uno dei più difficili a cui accedere. Infatti è necessario un permesso speciale e sono consentiti solo 20 visitatori al giorno.

Tessellated Pavement, Tasmania. Gli effetti dell’erosione sulle coste in Tasmania hanno causato alle rocce un risultato unico al mondo: hanno assunto la forma di un pavimento a mosaico, con lunghe e quasi perfette scanalature che dividono i blocchi rocciosi. Molto scenografico il riflesso del cielo sulle rocce bagnate dalle onde, come un enorme specchio lambito dal mare.

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Foresta di pietra, Cina. Nella remota provincia cinese dello Yunnan, esiste una foresta i cui alberi sono pietrificati. Circa 270 milioni di anni fa questo luogo fu sommerso dal mare e i fondali vennero ricoperti di sedimenti calcarei. Con il ritirarsi delle acque, complice l’erosione del vento e delle piogge, il calcare assunse via via le singolari sembianze di vette appuntite, che possiamo osservare adesso.

Spotted Lake, Canada. Così chiamato per le sue caratteristiche macchie colorate che si possono osservare nel periodo estivo. Questo effetto è prodotto dall’evaporazione dell’acqua del lago, molto ricca di minerali (tra cui sale, calcio, solfato), che vanno a depositarsi sul letto del lago. Questo sito è considerato sacro dai Nativi d’America, per questa ragione non è possibile avvicinarsi alle sue rive.

Arcipelago di Socotra, Yemen. Posizionato tra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, l’arcipelago di Socotra è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO per la presenza di una flora ed una fauna uniche al mondo. Queste isole, infatti, danno ospitalità a 180 specie di uccelli, 700 specie di piante uniche al mondo e numerose specie di animali. Anche la lingua, il Socotri, è parlata solamente qui.

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Silfra Riff, Islanda. Nella regione del Parco Nazionale di Þingvellir è ben visibile lo slittamento delle placche tettoniche continentali eurasiatica e nordamericana. Ma per un’esperienza più suggestiva, è possibile immergersi lungo la frattura, nel Lago Þingvellir, formatosi con lo scioglimento dei ghiacci. L‘acqua del ghiacciaio filtra attraverso le rocce laviche con un processo lungo anche 100 anni, ma una volta raggiunto il lago gli dona una limpidezza tale da consentire visibilità ad oltre 300m di profondità.

Salar de Uyuni, Bolivia. E’ il lago salato più grande al mondo e fornisce ai minatori locali oltre 25.000 tonnellate di sale l’anno. In origine era un lago preistorico, che si prosciugò circa 30.000 anni fa, facendo emergere un fondale composto da blocchi di sale dalla forma esagonale.

Rocce mobili, Death Valley, California. Nessuno le ha mai viste muoversi, ma hanno lasciato dietro di sè tracce visibili del loro spostamento, basta vedere i solchi che si lasciano alle spalle, sul terreno. Secondo gli scienziati, questi enormi massi dal peso di centinaia di kg, potrebbero essere spostati da forti venti quando sono bagnate o ghiacciate. I solchi che hanno scavato testimoniano degli spostamenti di qualche centinaio di metri dal punto di partenza.

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Asbirgyi Canyon, Islanda. Il canyon è il prodotto di due differenti periodi post-glaciazione, quando lo scioglimento dei ghiacci allagò la Terra, scavando le rocce. Ma gli islandesi, amanti delle leggende, preferiscono credere che il canyon si sia formato quando gli zoccoli del cavallo del dio Norse toccò il suolo e iniziò a galoppare, schiacciando tutta l’area sotto il suo passaggio.

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