Tutto sul riciclo delle pile in Italia nel 2014

di Luca Scialò del 27 giugno 2014

In Italia siamo ancora molto indietro, tra le altre cose, sul riciclo delle pile usate. E questo genera un grave danno per l’ambiente, perchè forse non tutti sanno che le pile, come tutte le batterie, seppure esauste contengono pur sempre una certa quantità di metalli pesanti (piombo, cromo, cadmio, rame e zinco), ma soprattutto il mercurio, il più pericoloso di tutti!

Sebbene la quantità di questo metallo sia minima, se gettate in discarica, o peggio, nell’ambiente, rappresenta pur sempre una fonte d’inquinamento per il terreno e le falde acquifere. Una pila contiene circa 1 grammo di mercurio, quantità più che sufficiente per inquinare 1.000 litri di acqua.

Lo sapevi? Avvelenamento da mercurio: quali rischi e come proteggersi

Secondo uno studio di ERP, ogni anno nel nostro Paese sono introdotte 450 milioni di pile, pari a 18.500 tonnellate di questo prodotto, si tratta di 8 pile per ogni italiano. Di queste però, solo il 25% sono raccolte e quindi riciclate correttamente: 110 milioni di pezzi, pari a 4.300 tonnellate, 2 per abitante.

Il motivo? Molti Comuni non sono riusciti ancora a sensibilizzare a dovere i cittadini sul fatto che le pile usate vadano gettate in appositi bidoncini che dovrebbero trovarsi lungo le strade delle città oppure nei maggiori negozi e supermercati. Pertanto il più delle volte finiscono nell’indifferenziata.

Per approfondire: Come fare correttamente la raccolta differenziata dei rifiuti

A ciò poi bisogna aggiungere che spesso le pile vengono gettare pensando che siano esauste mentre basterebbe cambiare l’apparecchio elettrico con uno meno energivoro per scoprire che hanno ancora un residuo d’energia. Si è scoperto che le pile gettate hanno ancora disponibile il 41% della loro energia iniziale, ovvero l’energia sufficiente far funzionare un apparecchio che ha un tasso di assorbimento energetico minore, come un telecomando, una sveglia o un giocattolo per bambini. Il riciclo consiste anche in questo: usarle per prodotti che non richiedono particolare sforzi energetici.

Leggi anche: Proviamo le pile che si attivano con l’acqua, meno dannose per l’ambiente

Duracell ha commissionato una ricerca per capire se gli italiani sono informati sul riciclo delle pile usate e su come“gestire” il loro ciclo di vita. Ovvero, sapere che tipo di pila hanno acquistato, quando e come si devono usare, e quando è veramente arrivato il momento in cui buttarle. Orbene, l’84% degli italiani dichiara di conservare le pile scariche e buttarle negli appositi contenitori per il loro riciclo. Ma probabilmente dichiarano il falso, alla luce dei dati riportati riscontrati.

Potrebbe piacere: Dal Giappone la pila NoPoPo: Non Pollution Power

Di qui una campagna della Duracell per stimolare l’intelligenza e la curiosità dei bimbi, insegnandogli che la tecnologia è certo nostra amica, ma va usata coscienziosamente e nei momenti giusti, in modo da vivere tante vite: all’aria aperta, con gli amici, al computer, ascoltando musica.

Anche dare maggiori informazioni in tal senso potrebbe essere d’aiuto per gli stessi adulti, che spesso non sanno dove possono buttare taluni prodotti, altamente nocivi se non riciclati correttamente, ta cui, appunto le pile.

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *