UCLA e i pannelli solari trasparenti

di Claudio Riccardi del 17 ottobre 2013

Una rivoluzione invisibile, o colorata, a seconda dei gusti. Presto potremmo vedere scomparire i pannelli fotovoltaici dai tetti, sostituiti da celle solari trasparenti o vivacemente tinteggiate, e comodamente applicabili alle finestre. Soluzione non solo più compatta ed economica, ma anche con un potenziale di assorbimento e produzione di energia maggiore.

Parliamo di un’invenzione tradotta da idea in progetto dai team di ricerca di due prestigiose università, la University of California (UCLA) e la Oxford University.

Il progetto californiano è avviato già da qualche tempo (leggi a tal proposito Celle solari trasparenti sviluppate anche dalla UCLA). Gli scienziati di Los Angeles stanno perfezionando un polimero organico semi-trasparente applicabile con uno spray ai vetri già esistenti, in grado di assorbire soltanto i raggi infrarossi e di lasciar passare le altre frequenze di raggi luminosi.

In questo modo il vetro, pur rimanendo quasi del tutto incolore, può operare come un pannello solare. Il lavoro si sta concentrando ora per migliorare l’efficienza del sistema, pari in questo momento al 6%, contro il 11-12% dei pannelli  in silicio.

FOCUS: Celle solari ancora più efficienti grazie ai nanofili

Al risultato pare siano invece già arrivati i ricercatori della  dall’Oxford Photovoltaics, team dell’Università di Oxford che si occupa specificamente della ricerca sulle celle fotovoltaiche di nuova generazione. L’elemento di novità rispetto al progetto americano risiede nella scelta di vetri colorati:  l’efficienza garantita è estremamente elevata,  intorno a un ottimo 11%, con un potenziale di crescita addirittura fino al 20%. Pollice alzato anche per i costi della tecnologia, che si annunciano competitivi, in media più alti del 10-15% rispetto ad un vetro trasparente normale.

Prezzi contenuti, e diversi vantaggi di utilizzo rispetto ai pannelli tradizionali. Anzitutto, i nuovi materiali sono organici, facilmente reperibili, non inquinanti né difficili da smaltire. Sono semplici da produrre, non c’è bisogno di forni ad alta temperatura, e si possono installare comodamente sulle finestre degli edifici già esistenti,  a differenza dei pesanti pannelli di silicio che possono essere montati soltanto sui tetti.

Siamo forse davvero di fronte ad una rivoluzione per il concetto di edilizia sostenibile, per le costruzioni sia nuove come per quelle già realizzate.

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