UE ancora senza una legge per il livello di sostanze pericolose nei giocattoli

di Luca Scialò del 12 gennaio 2013

Il Natale è ormai passato, ma regalare giocattoli è un gesto che si ripete in più occasioni nel corso dell’anno. Ed è preoccupante constatare come, da parte dell’Ue, poco o nulla sia stato fatto per regolamentare la presenza di sostanze nocive nei giocattoli.

L’unico progresso fatto, secondo una revisione critica eseguita da Beuc – un’organizzazione per la difesa dei diritti dei consumatori europei – con l’associazione europea per la standardizzazione Anec, è una “insignificante diminuzione” dei livelli di cadmio in alcuni materiali. La principale accusata resta dunque l’Unione Europea, che ha fallito finora la sua missione nel garantire una maggiore sicurezza per i suoi 80 milioni di cittadini sotto i 14 anni.

A mettere in guardia, fra gli altri, è anche l’ultimo rapporto Rapex, il sistema d’informazione sui prodotti di consumo pericolosi. In esso, infatti, si rivela che nel 2010, dopo i capi di abbigliamento, la categoria di articoli ritirati più spesso dal mercato europeo è stata proprio quella dei giocattoli. Che, avverte Altroconsumo, “fanno male sia a chi li usa che a chi li produce”. Preoccupante la quantità di prodotti non a norma in Italia: su venti fra i giochi più venduti analizzati, 4 non hanno superato i test di sicurezza.

In Italia e in altri Paesi europei, dunque, continuano ad essere tanti i giocattoli ritirati dal mercato per la loro nocività.

Diverse associazioni europee sono così giunte alla stessa conclusione: servono regole più stringenti nel controllo dei prodotti destinati ai più piccoli. Soprattutto visti i risultati delle revisioni alle direttive sulla sicurezza dei giocattoli 88/378/CEE e 2009/48/CE, adottata nel 2009 dopo ben 8 anni di discussioni.

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