Un agricoltore su tre è donna

di Luca Scialò del 5 aprile 2013

Il rosa e il verde si abbinano sempre meglio. Donne in Campo-Cia, l‘associazione ‘femminile’ della Confederazione italiana agricoltori, rivela che, insieme al commercio, è l’agricoltura il settore produttivo dove il tasso di ‘femminilizzazione’ è più elevato.

Solo negli ultimi dieci anni la quota di aziende ‘rosa’ è passata dal 30,4% al 33,3% attuale. Questo vuol dire che un imprenditore agricolo su tre è donna. Un trend confermato anche dall’Istat.

L’associazione segnala altresì come le imprenditrici ‘in rosa’ guidino oltre 530 mila aziende su tutto il territorio nazionale. Su un regime di profitti pari a 26 miliardi di euro, ben 9,1 miliardi sono apportati da aziende femminili. Solo negli agriturismi, per esempio, sottolinea Donna in Campo-Cia, metà del giro d’affari ‘dipende’ dalle donne: su 19 mila strutture in tutt’Italia, quasi il 40% è gestito da imprenditrici, che muovono ogni anno un fatturato di circa 500 milioni di euro su un totale di 1,1 miliardi dell’intero settore.

SPECIALE: 4 milioni e mezzo di… pollici verdi!

Anche nel comparto vinicolo, continua Donne in Campo-Cia, ben il 35% della forza lavoro è femminile.

Al contempo però l’associazione Donne in Campo denuncia come le discriminazioni esistano pure in questo settore: “le agricoltrici hanno ancora poca visibilità rispetto agli uomini e subiscono forti discriminazioni nell’accesso al credito agricolo, mentre oggi andrebbe studiato un fondo ad hoc o piuttosto un progetto sul microcredito specifico per la categoria, senza dimenticare l’importanza degli incentivi all’imprenditoria ‘rosa’“.

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