Un eco-progetto per un ponte demolito: riciclare i suoi componenti

di Luca Scialò del 2 aprile 2014

Le nostre città imbarbarite dal cemento, presentano sovente dei grandi edifici, cavalcavia, ponti che non sono stati più utilizzati e che rimangono come enormi relitti a ferire il paesaggio o sono destinati all’abbattimento benché inutilizzati e ingombranti. Magari per far posto a dei nuovi. E allora perché non farne un’abitazione?

E’ quello che ha pensato David Grieshaber, per salvare il vechcio ponte costruito negli anni ’30 sulla Bay Area, per unire le due città californiane di San Francisco e Oakland.

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L’Amministrazione cittadina ha già deciso di abbatterlo, inviando gran parte del cemento e dell’acciaio ricavato dallo smantellamento in Cina con navi cargo (e qui la domanda è: ma quanto costerà un viaggio del genere e per pezzi così grandi e pesanti? e perché fin là?).

Invece l’imprenditore Grieshaber vorrebbe invece riconvertirlo in un edificio multifunzionale, che possa ospitare un museo, spazi per il co-working e appartamenti da affittare (grazie ai quali si affronterebbero i costi di manutenzione). Eventualmente si potrebbero utilizzare grandi pezzi della struttura metallica per ricavare edifici di riciclo.

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L’aspetto green non si limita però a questo. Nel progetto si prevede un impianto per riciclare l’acqua, pannelli fotovoltaici per la l’elettricità e un tetto verde. La Bay Bridge House punta infatti a ricevere la certificazione LEED.

Non resta che sperare che ‘vada in porto’…

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