Una app per il car pooling creata da un senzatetto di New York

di Chiara Greco del 27 aprile 2014

C’è qualcuno che sostiene che partendo dalle cose piccole si può creare qualcosa di grande. Un esempio potrebbe essere un episodio realmente accaduto negli Stati Uniti. Una storia, quella raccontata dai giornalisti newyorchesi, che ha molti tratti della novella a lieto fine, quasi un tardivo racconto di Natale alla Christmas Carol.

I protagonisti di questa “favola metropolitana” raccontata da Business Insider sarebbero due: un ingegnere di software, Patrick McConlogue, impegnato nel suo lavoro a New York, e un senzatetto, Leo Grand, che vive tra le strade della Grande Mela dal 2011. Ai due protagonisti in carne e ossa si potrebbero però aggiungere altri due interpreti nella storia a lieto fine, come la solidarietà e la voglia di guardare avanti. Quello che racconta il magazine newyorkese sarebbe ai limiti dell’incredibile.

LEGGI ANCHE: Bandwagon, l’app per condividere le corse in taxi

L’ingegnere, dopo aver avvicinato il senzatetto nel suo percorso verso il lavoro, gli avrebbe offerto, impietosito dalla sua condizione, un’idea per migliorare la sua vita, proponendogli la possibilità di scegliere tra 100 dollari e un laptop per imparare a programmare in linguaggio Java. Grand non avrebbe esitato, scegliendo la seconda opzione. La storia è a lieto fine perché l’homeless, grazie ad appena 16 ore di lezione impartitegli dallo stesso McConlogue su di un vecchio computer, sarebbe riuscito a creare una app per ottimizzare la gestione dei contatti per il car pooling a New York.

Dal nome evocativo di Trees for Cars, la app in questione avrebbe già avuto migliaia di richieste sui principali rivenditori online e, da fine settembre, avrebbe aumentato a dismisura la sua popolarità, grazie soprattuto alle capacità acquisite dal senzatetto in materia di programmazione software in Java. I proventi delle vendite (a 0,99 dollari) andranno a Grand, per sviluppare un ‘progetto’ di aiuto ai senzatetto grazie alla programmazione, come è successo a lui.

VAI A: A Milano al via gli incentivi per i taxi eco-sostenibili

L’applicazione funziona suggerendo a chi decide di muoversi con la propria auto, dopo aver indicato dove si trova, quali sarebbero i possibili passeggeri a lui più vicini. Autista e passeggero sono connessi solo se accettano mutualmente l’invito a partecipare al car pooling. Inoltre, viene indicato dal software quanta CO2 sarà risparmiata grazie ad un viaggio in auto evitato.

La morale di tutta la storia? Forse è quella che aiutando il prossimo si può guadagnare da ogni punto di vista o, forse, una morale non esiste e si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana dai contorni romantici che fa ben sperare, in questi tempi un po’ critici.

POTREBBE INTERESSARTI:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *