Una copertura solare da premio alla stazione di Torino Porta Susa

di Erika Facciolla del 20 agosto 2013

Parliamo della stazione dei treni di Torino Porta Susa, il cui stile architettonico avveniristico è diventato parte integrante del paesaggio del capoluogo sabaudo. Progettato dal Gruppo AREP (Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) e dagli architetti Agostino Magnaghi e Silvio D’Ascia, la stazione di Torino Porta Susa lo scorso anno è stata anche insignita del significativo premio Solare Europeo.

La sua copertura, realizzata con un sistema fotovoltaico che in grado di produrre energia che contribuisce al fabbisogno elettrico dell’impianto della stazione, è stato premiata dall’Associazione Eurosolar, una organizzazione non-profit con sede a Berlino. In questa gara, cui concorrevano diversi progetti realizzati nel vecchio continente, Torino Porta Susa si è imposta grazie anche al suo particolare pregio stilistico.

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Il terminale di Tornino Porta Susa è da sempre un impianto di grande pregio architettonico e urbanistico poiché al centro di una serie di interventi mirati e politiche di gestione virtuose che negli anni sono riuscite a sanare la “ferita” portata dalla presenza, nel cuore del centro urbano, di un hub ferroviario che tagliava in due la città.

Eurosolar assegna ogni anno un award ai progetti sperimentali più meritevoli  nel campo dell’architettura ecologica, dell’urbanistica responsabile e della mobilità urbana alternativa, con particolare attenzione verso le problematiche energetiche e le tecniche messe a punto per  migliorare l’efficienza di grandi impianti.

La volta progettata per coprire l’intero corpo del terminal torinese è composta da una struttura a pannelli solari integrata nel tetto in vetro grande più di 10.000 metri quadrati. La capacità produttiva di questi pannelli è di 600 kw e la particolare forma ondulata, esteticamente gradevole e dinamica, garantisce la perfetta trasparenza del tetto e di ogni singolo pannello. Uno splendido esempio di come architettura pubblica  e tecnologia ‘green’ possano convivere in un binomio perfetto.

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