Inventata una nuova bioplastica dalle acque reflue

di Luca Scialò del 16 luglio 2014

Le acque fognarie non sono solo acque dalla vista e dall’odore sgradevoli ma possono essere anche un’ottima fonte per realizzare energie rinnovabili, fertilizzanti, biopolimeri, energia per ricaricare gli apparecchi elettronici, sacchetti per fare la spesa, parafanghi per le auto, penne e tanti altri oggetti. Perché è stata inventata una nuova bioplastica arriva dalle acque reflue.

Tutto ciò è possibile grazie a degli impianti che in alcune città sono già dei prototipi funzionanti.

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Come l’impianto di depurazione dimostrativo a Bruxelles: lì si recuperano le acque reflue dell’industria dolciaria Mars. Ma anche in Italia ve ne sono due: a Treviso e a Verona, dove sono presenti due bioreattori: uno accumula bioplastica l’altro produce gas metano.

Purtroppo però, a parte qualche buon esempio, nel nostro Paese le reti fognarie non funzionano neppure per l’ordinario. Lo scorso 10 aprile la Corte di Giustizia ha condannato il nostro Paese per la mancata realizzazione delle reti fognarie in otto agglomerati lombardi e il mancato trattamento delle acque reflue urbane in altri 33 agglomerati situati in 11 regioni italiane. I dati parlano chiaro: ben il 25% delle famiglie italiane non è allacciato alla rete fognaria.

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Dunque, prima di sperare di ricavare energia e materiali dalle fogne, è necessario innanzitutto creare un sistema efficiente, realizzandole dove mancano e facendole funzionare meglio dove esistono già.

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