Un’idea dei belgi: l’isola artificiale per conservare l’energia eolica

di Claudio Riccardi del 10 marzo 2013

Catena e lucchetto per due centrali nucleari, al loro posto un‘isola artificiale dove poter immagazzinare l’energia prodotta dalle correnti che sferzano il mare del Nord. Il Belgio ha dato l’ok per la costruzione di un atollo, simile a una grande ciambella del diametro di 2,5 chilometri.

Nei piani l’isola dovrebbe essere posizionata a 3 chilometri dalla costa, in prossimità di tre imponenti parchi eolici.

Con la sua funzione di stoccaggio, l’atollo permetterebbe di immagazzinare l’energia in eccesso prodotta dalle centrali eoliche, risolvendo un problema di dispersione dovuto alla carente domanda di elettricità.

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Infatti, nonostante il Belgio abbia la capacità di produrre una grande quantità di energia grazie al vento, gran parte di essa viene sprecata in quanto eccede il fabbisogno della rete e non la si può utilizzare successivamente, quando, per esempio, il vento si calma o maggiore è la richiesta.

L’isola permetterà di superare questo problema, utilizzando l’energia eccedente per pompare acqua in un serbatoio e permettendo poi al liquido di rifluire in un altro invaso così da azionare una turbina per la produzione di elettricità. Un sistema di vasi comunicanti che sicuramente potrà accelerare la transizione del Belgio verso le energie rinnovabili.

Il reticolo di pale – secondo le intenzioni del governo di Bruxelles – dovrebbe passare da una produzione di 380 MW a 2300 MW, entro il 2020. Quanto basterebbe per non rendere più necessaria sulla terraferma la presenza di due siti nucleari, a Doel e Tihange.

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