Avete uno spazioso giardino e vi è venuta la splendida idea di coltivarci un grazioso orticello per avere sempre verdura di stagione fresca e sicura? Pensateci due volte se abitate a Oak Park, Michigan. Qui un’ingenua signora, Julie Bass, ha avuto la stessa vostra idea e ora rischia 93 giorni di carcere!
Tutto è iniziato con dei lavori alle tubature fognarie che correvano sotto il manto erboso del giardino della signora Bass. Una volta finiti sarebbe stato facile ripristinare la situazione precedente - un ordinato praticello, con ordinate aiuole e ordinato vialetto, come piace alla middle-class americana – ma Julie ha avuto un’idea: piantare pomodori, insalata e tante altre verdure con la collaborazione del quartiere e con il quartiere condividere poi i frutti di questa fatica. Un ottimo esempio di cooperazione ecologica e virtuosa insomma. Ma questo all’amministrazione locale non è affatto piaciuto.
Con la consueta apertura mentale che contraddistingue i burocrati di ogni latitudine, l’urbanista Kevin Rulkowski ha impugnato il regolamento inerente i cortili davanti alle case e ha sottolineato come questi debbano avere solo “piante e vegetazione comune”. Traduzione: se gli altri cortili non hanno un orto allora l’orto non è comune e quindi tu non puoi avere un orto. Un sillogismo perfetto.
Per evitare il carcere e per rasserenare l’urbanista inquieto, alla povera signora Bass non resta che gettare qualche palata di terra sul suo orto, sulle buone abitudini e su un ottimo esperimento di produzione e condivisione solidale.
Siete a conoscenza di situazioni simili anche in Italia? scrivetele nei commenti e le riprenderemo….












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