Vegetariani: davvero vivono più a lungo?

di Luca Vivan del 15 giugno 2013

La scelta vegetariana e i suoi positivi effetti sulla salute sono sotto i riflettori da una trentina d’anni almeno, da quando la scelta di evitare carne e pesce nella propria dieta è diventata uno stile di vita non più legato a specifiche comunità religiose o filosofiche.

Anche gli studi che indicano la scelta vegetariana e vegana come un’opzione raccomandabile per la salute umana sono ormai numerosi, come ‘The China Study’ di T. Colin Campbell, così come tutte quelle ricerche che hanno dimostrato l’acidificazione del PH sanguigno dovuto al consumo eccessivo di proteine animali, responsabile di malattie degenerative come il diabete o il cancro.

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Negli ultimi giorni si è aggiunta anche la voce dei ricercatori della Loma Linda University, un’università degli Avventisti del Settimo Giorno della California, secondo cui coloro che non consumano carne e pesce vivrebbero più a lungo.

Analizzando una campione di circa 72.000 appartenenti al movimento Avventista, seguiti tra il 2002 ed il 2007, lo studio ha dimostrato che i vegetariani presentavano un tasso di mortalità del 12% inferiore rispetto ai non vegetariani.

L’articolo – pubblicato nel giornale Jama Internal Medicine – ha comunque evidenziato che lo studio californiano si è basato su un tempo ristretto e soprattutto che i vegetariani coinvolti erano persone che in media conducevano uno stile di vita particolarmente attento: si astenevano dal fumo, dagli alcolici, praticavano sport…

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Non sono inoltre da escludere fattori sociali come l‘essere sposati, avere alti standard educativi e, nel caso degli Avventisti del Settimo Giorno, condurre un’esistenza il cui “nutrimento” principale deriva dalla solidarietà, dalla vita in comunità e dalle credenze positive in un certo ordine cosmico.

La medicina complementare come la naturopatia ed i nuovi indirizzi psicologici hanno dimostrato da tempo che oltre ai componenti bio-chimici del cibo, incidono fortemente sulla salute umana fattori quali la qualità delle relazioni, la soddisfazione nel proprio lavoro e una visione della vita improntata su valori come l’altruismo, la reciprocità e la fiducia.

Mangiare bene non basta insomma, specie se una scelta sicuramente di gran valore etico ed ecologico come quella vegetariana o vegana non è accompagnata da valori benefici anche per la dimensione emotiva e mentale.

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Mohamed R. Bryan giugno 15, 2013 alle 11:19 pm

Lo studio è stato ripreso nel 2002 dalla stessa università californiana coinvolgendo 96.000 persone provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada, ed è tuttora in corso. É emerso che l’aspettativa di vita media è di 83,3 anni per gli uomini vegetariani e di 85,7 anni per le donne: 9,5 e 6,1 anni in più rispetto ai californiani carnivori. C’è da dire che nella comunità avventista, oltre al consumo di carne, viene scoraggiato il ricorso a fumo, droghe e alcol, a tutto vantaggio della salute e della longevità.

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