Vetri solari autopulenti grazie al grafene

di Luca Vivan del 1 maggio 2014

Il grafene è un materiale di cui si parla da poco tempo e forse molti nemmeno conoscono, eppure ha tutte le caratteristiche per cambiare notevolmente le nostre vite, almeno a livello tecnologico.

E’ una specie di super plastica dello spessore di un atomo, con ottime capaci di conduzione del calore e dell’elettricità. L’aspetto interessante è che l’Italia è in prima linea nella sua sperimentazione.

Tra le varie applicazioni in fase di studio segnaliamo quella di un gruppo di ricercatori dell‘Università di Sassari sviluppata in collaborazione con i colleghi di Cagliari: dei vetri autopulenti che assorbono più luce solare rispetto a quelli usati fin ora.

Combinando il grafene con l’ossido di titanio nano-poroso i ricercatori della Sardegna hanno creato una pellicola ultrasottile e trasparente capace di attirare la luce solare non solo per aumentare notevolmente l’illuminazione degli ambienti ma anche per pulire i vetri.

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Finanziata da fondi regionali la ricerca, ha dei risvolti decisamente eco-sostenibili, uno tra tutti quello di eliminare il ricorso ad acqua e sostanze chimiche detergenti. Polveri e smog che quotidianamente si attaccano alle superfici dei vetri verrebbero eliminati grazie all’energia solare, con un notevole risparmio di tempo e materie prime, spesso di origine petrolifera. L’applicazione di questa pellicola nanotecnologica sarebbe l’ideale non tanto per i comuni vetri delle nostre abitazioni ma per quelli dei palazzi e grattacieli, dove i costi di pulizia e di illuminazione sono decisamente alti.

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Il progetto è un’interessante sinergia tra vari dipartimenti delle università della Sardegna, quali Scienze dei Materiali, Architettura e Desigm, Farmacia e Chimica, dimostrando che il lavoro di squadra può dare ottimi risultati, spezzando la frammentazione, che in Italia, è stata spesso un fattore limitante nella ricerca applicata.

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