Vivere alla grande in una casa piccola

di Claudio Riccardi del 9 maggio 2013

Nei giardini delle case dell’Oregon – estremo nord-ovest degli Stati Uniti – con un po’ di fortuna è possibile imbattersi in una casa di legno alta e stretta, che poggia su 4 ruote. E’ la Tiny House di Dee Williams, designer che con gli strumenti del mestiere ha dato forma all’abitazione dei suoi sogni e al suo interno si è insediata.

Nessuna concessione al lusso e a soluzioni strabilianti. Piuttosto un’abitazione economica e anzitutto rispettosa dell’ambiente, costata un investimeno di soli 10.000 dollari (circa 7.650 euro). Un quarto della spesa è stato riservato all’acquisto di pannelli solari, per garantire riscaldamento e luce elettrica.

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Tutto, dalle pareti al tetto, agli arredi, ha il colore, l’odore e la sostanza del legno. C’è spazio per una cucina, un tavolo reclinabile che diventa piano di lavoro, un letto, un soppalco per il letto e la zona notte. L’ingresso ricorda quello delle baite da cartolina.

Naturalmente questo ridimensionamento degli spazi ha comportato anche una drastica selezione di oggetti con cui vivere quotidianamente e la Williams oggi possiede solo 3000 ogetti!

Nella casa poi non c’è nessun collegamento alla rete idrica e fognaria, è presente la toilette ma è biologica. E’ l’acqua la “mancanza” più importante della Tiny House, lo ammette la sua stessa inquilina, che però ha trovato la soluzione al problema: chiedere ospitalità per la sua casa nei giardini altrui e magari usufruire della loro acqua, offrendo in cambio manodopera gratuita presso le proprietà ospitanti. Il concetto del do ut des.

tiny house

La Tiny House di Dee Williams

Certo, a 40 anni mi sembra di essere tornata ragazza, vivo con qualcun’altro e chiedo di usare l’acqua!’ dice la Williams, però questo ha anche risvolti positivi come un’ottima amicizia con il vicinato.

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Questo nomadismo non ha nulla a che vedere con l’abitudine comune alla residenza stanziale. Ma ha i suoi vantaggi, secondo la Williams, come il vivere ogni giornata in maniera diversa da quella precedente, l’essere sempre a contatto con realtà diverse, e il fatto di attirare la curiosità del vicinato.

Gente di ogni età che la creativa americana  incontra volentieri all’ingresso, per illustrare meglio la sua scelta e la filosofia che sta alla base delle sue scelte abitative. Il tutto è in buona parte riconducibile al valore dell’essenzialità che la Williams ha sviluppato a seguito di un viaggio in Guatemala.

Il contatto con questa realtà le ha insegnato che per stare in pace con se stessi basta avere intorno quattro mura, senza sfarzi e inutili accessori. Basta avere una Tiny House.

Una concezione che va in controtendenza rispetto al consumismo imperante e per questo coraggiosa. Come mostra questo video.

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