Volar-e, una supercar tutta elettrica: ma che senso ha?

di Claudio Riccardi del 20 aprile 2013

Quando ci troviamo di fronte a prototipi, concept, esercizi di stile o come li si voglia chiamare, è facile varcare il confine dell’esagerazione. Per esempio, ci potremmo chiedere quale possa essere l’utilità di una vettura elettrica in grado di erogare una potenza pari a 1.000 cavalli e di sfrecciare da 0 a 100 orari in poco più di 3 secondi.

Il nome della supersportiva, Volar-e,  basta per farci capire che tali caratteristiche sarebbero più utili per viaggiare nei cieli che sulle comuni strade asfaltate.

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Il progetto porta la firma di due compagnie, la spagnola Applus Diada, e la croata Rimac Automobili. I finanziamenti per il 50% sono arrivati dall’ Unione Europea, rappresentata a Barcellona, in occasione della presentazione ufficiale alla stampa,  dal vicepresidente Antonio Tajani.

Parliamo però dei risultati: utili si sono rivelati gli sforzi a riguardo dei tempi per la ricarica delle batterie: il pacchetto da 38 kWh si rigenera in soli 10-15 minuti, grazie a una tecnologia specificamente brevettata.

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L’assenza di dati sull’autonomia di percorrenza ci fanno invece immaginare che l’autonomia sia uno dei tasti dolenti della coupè, che ricordiamo è spinta da quattro motori elettrici, collocati in prossimità di ciascuno dei 4 mozzi-ruota.

In una fase dove il progresso della mobilità elettrica sia dedicando i maggiori sforzi alla ricerca del risparmio, dell’efficienza e dell’affidabilità, il concept Volar-e si muove, volteggia in una direzione differente, ora come ora  probabilmente superflua: che ne pensate?

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