Voragini e terremoti per la miniera di sali in Siberia, evacuate 12.000 persone

di Erika Facciolla del 14 gennaio 2015

Immagine che la vostra casa sorga proprio sulle spoglie di una ex miniera e che la vostra vita sia dominata ogni giorno dal terrore che una nova voragine si apra improvvisamente sotto i vostri piedi inghiottendo tutto quello che avete costruito con sacrificio. È questa la condizione in cui i 100.000 abitanti di Solikamsk – una delle città russe più popolose della regione di Perm – sono costretti a vivere da sempre.

Un’esistenza difficile, costernata da improvvisi boati provocati dai giganteschi buchi che si palesano nel terreno, a ricordare la presenza delle grotte della miniera di Sali potassici (la Solikamask-2), un tempo una delle più sfruttate e importanti degli Urali.

L’ultima voragine si è aperta il 20 Novembre scorso: 30-40 metri di diametro apertosi in una zona per fortuna abitata solo in estate. Dopo quest’ultimo episodio il titolo della compagnia Uralkali, proprietaria della miniera, è crollato in Borsa attestandosi sui livelli del luglio 2013 quando il crack finanziario determinò il fallimento delle attività estrattive nella miniera e la conseguente chiusura.

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Un caso isolato? Purtroppo no, visto che anche il sottosuolo della città di Berezniki (170.000 abitanti), sempre nella regione del Perm, sorge sulle spoglie di una vecchie miniera di Sali potassici. La prima voragine nei pressi di una miniera di sali in Siberia si aprì proprio qui nel 1986 e da allora ha continuato ad allargarsi arrivando a misurare 210×110 metri. Oggi, quel buco gigantesco è diventato una sorta di lago.

berezniki

Una foto della voragine nei pressi di Berezniki, nella regione di Perm

A peggiorare la situazione ci sono anche i terremoti dovuti ai crolli delle gallerie minerarie. Tra il 1993 e il 2005 si sono registrate centinaia di scosse, tutte tra il 2 e il 5 grado della scala Richter.

In questo dedalo di gallerie, tunnel sotterranei e caverne che rendono l’area un’immensa groviera, non sono mancati i disastri ferroviari: l’ultimo il 25 novembre 2010, quando un convoglio venne risucchiato nell’immensa voragine apertasi proprio sotto la stazione dei treni. Nel settembre 2012, infine, mentre si tentava di tamponare l’ennesimo inghiottitoio, un camion è finito dentro al buco.

Ad oggi sono 1200 le persone evacuate dalle loro case nella sola Berezniki, ma nei prossimi anni gli sfollati potrebbero raggiungere quota 12.000. Nell’attesa la gente vive nel terrore di essere inghiottita dalla prossima voragine.

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