Vuoto a rendere: come funziona e quali i suoi benefici

by Elle on 27 gennaio 2016

Torna il vuoto a rendere, ovvero la restituzione di bottiglie vuote, a volte dietro un piccolo pagamento o la cessione di uno sconto o di un bonus; questa buona pratica ‘green’ è stata rilanciata grazie ad una sperimentazione sul territorio nazionale.

Periodicamente torna ad accendersi in Italia il dibattito sulla gestione sul tema del vuoto a rendere e sul perché questa opportunità non sia ancora stata colta.

La maggior parte delle bottiglie, infatti, finiscono in discarica pur essendo perfettamente riutilizzabili e ciò comporta un danno economico e ambientale non indifferente.

In questi ultimi mesi la questione ha tenuto banco anche in sede ministeriale, ma la strada verso una normativa condivisa e adeguata alle esigenze del mercato e degli operatori del settore sembra essere ancora lontana.

In un’ottica di stile di vita eco-friendly, riutilizzare i contenitori di vetro è una buona abitudine molto amica dell’ambiente, per quanto non si tratti di nulla di particolarmente innovativo ed originale, poiché consiste in una pratica ben nota e utilizzata in passato. Chi oggi è 40enne ben si ricorda delle bottiglie di vetro davanti alla porta, pronte per essere restituite. Oggi però in Italia questa pratica non esiste più.

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Eppure un sistema di recupero efficiente, se applicato a tutti i livelli della filiera, produrrebbe uno sgravio economico notevole andando a incidere positivamente sui costi degli imballi ottenuti da attività di recupero;

Parallelamente indurrebbe i consumatori a mantenere comportamenti più virtuosi e sgraverebbe la collettività e l’ambiente di un’enorme quantità di rifiuti, il che vorrebbe dire meno emissioni, discariche più sgombre e risparmio di materie prime.

In Germania, ad esempio, se si acquista una bottiglia di vetro contenente una bibita al supermercato, le opzioni sono due: riportarla al negozio per ottenere uno sconto sui prossimi acquisti o gettarla nella raccolta differenziata.

In particolare il sistema tedesco si affida ad una macchina che in base alla lettura del codice a barre della bottiglia consegna uno scontrino con lo sconto, che poi viene applicato alla cassa (circa 0,15- 0,25 centesimi a bottiglia). Anche nei locali se si acquista una bottiglia di birra o di altri alcolici, si dà una cauzione di 1 euro, che viene ridata al momento della consegna del vuoto, al bancone questa volta.

Questo ha anche portato al diffondersi sempre più di  abitudini virtuose: come quella di lasciare le bottiglie in luoghi dove alcune persone possono prenderle per renderle e guadagnare qualche spicciolo, così come si fa anche negli Stati Uniti per le lattine.

In Germania il 50% dei 32 miliardi di contenitori per bevande è venduta in bottiglie di vetro riciclabili (88% nel caso della birra).

Perché mai l’Italia non può seguire la stessa strada?  Il caso tedesco è stato più volte citato come esempio di un sistema virtuoso che potrebbe essere emulato anche nel nostro paese.

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Verrà però reintrodotto inizialmente su base volontaria ed in via sperimentale per 12 mesi. Grazie alla proposta ‘Vetro Indietro’ promossa dal consorzio dei produttori e distributori  delle bevande consumate fuori casa, Italgrob, e di Confcommercio, con Legambiente e alcune aziende di bevande.

Mentre va avanti il percorso di approvazione della legge che lo regolamenta, approdata ora al Senato.

Se la sperimentazione avrà successo, si potrebbe trasformarla in benefici economici per chi la pratica, riducendo ad esempio la Tarsu e l’IVA.

La sperimentazione del vuoto a rendere punta anche a ridurre la produzione di rifiuti, grazie al riutilizzo di imballaggi già usati: bottiglie di acqua, birra, bevande gassate, ecc. potranno così essere restituite e trovare una nuova vita.

In base a quanto attualmente previsto dalla sperimentazione, il sistema del vuoto a rendere sarà applicato solo per imballaggi contenenti birra e acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo.

Gli esercenti potranno comunque scegliere liberamente se aderire alla pratica del vuoto a rendere oppure no.

Secondo la norma al momento dell’acquisto dell’imballaggio pieno l’utente è tenuto a versare un deposito cauzionale, che gli sarà restituito quando riporterà l’imballaggio usato.

Torna il vuoto a rendere

Torna il vuoto a rendere

A fine sperimentazione si potranno valutare gli esiti di quella che è già da tempo una buona prassi in altri Paesi europei per capire se estendere il vuoto a rendere anche ad altri prodotti di consumo.

Riutilizzare materiali ancora perfettamente funzionali ha i suoi vantaggi del vuoto a rendere sono evidenti e si collocano sia sul fronte che economico che su quello ambientale. I benefici ecologici sono chiaramente collegati al riutilizzo dei contenitori, senza passare dalla loro trasformazione in materia prima, che, nel caso delle bottiglie di vetro, può arrivare a 30-40 volte prima del riciclo. In questo modo si consegue anche un importante vantaggio economico, in termini di risparmio di risorse e di manodopera.

Tra le solite, interminabili discussioni parlamentari, speriamo che i vertici del Governo individuino una linea d’azione che metta d’accordo tutti per far sì che questa grande opportunità non si trasformi, come spesso accade, nell’ennesimo problema.

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