Agroenergie: possono essere valida alternativa al nucleare?

di Alessia del 31 luglio 2011

Con il referendum sul nucleare in Italia, gli elettori italiani si sono espressi chiaramente contro l’eventuale installazione di centrali nucleari nel nostro Paese. Il risultato ha fornito un’ottima occasione per il rilancio di progetti su fonti alternative. Per esempio, nel convegno tenutosi lo scorso mese a Venezia dalla Coldiretti (l’associazione italiana di coltivatori) “Per una filiera agricola italiana e rinnovabile“, è stato presentato uno studio sulle potenzialità dello sfruttamento delle agroenergie, ovvero tutti i prodotti agricoli che possono essere bruciati: biodiesel, bioetanolo, biogas e biomasse.

Agroenergie: possono essere valida alternativa al nucleare?

Per un breve approfondimento sulle agroenergie potete leggere qui: https://www.tuttogreen.it/agroenergie-che-cosa-sono/

Si stima che le agroenergie possano compensare la mancata apertura delle nuovi centrali nucleari con una produzione pari all’8% del bilancio nazionale entro il 2020.

Le nostre campagne possono fornirci l’equivalente di 15,80 milioni di tonnellate di petrolio, una cifra davvero importante che ci fa ben sperare, pari alla quantità di energia prodotta da ben 3 centrali nucleari. In tal modo verrà evitata l’immissione di 26,37 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

L’agricoltura è in grado di contribuire in maniera efficace alla produzione di energia pulita, ma è necessario l’intervento dello Stato con regolamentazione e sistemi di incentivazioni mirati.
La Coldiretti punta anche sugli ecoincentivi statali, sollecitando l’emanazione dei decreti attuativi della neonata riforma del settore rinnovabili (Dlgs 3 marzo 2011, n.28).

Finora questo settore è stato fortemente penalizzato per diversi motivi: non è mai stata valutata una differenziazione delle tariffe e non sono mai stati previsti dei riconoscimenti per l’efficienza energetica e la sostenibilità economica ed ambientale.
Nell’aria c’è vento di cambiamento e noi siamo sicuri che tutto questo fermento rappresenterà un’occasione di svolta per il nostro Paese, che sembra chiedere a gran voce un maggior rispetto ed amore per l’ambiente.

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marcy luglio 31, 2011 alle 4:53 pm

sono molto delusa dalle agroEnergie.
I metodi non sono chiari: ci sono ditte che promettono l’impossibile in termini di rendimenti e guadagni ed allocchi che ci cascano, il tutto causando distorsioni di mercato e rapidi tentativi di arricchimento.
Pavia docet
M

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