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Aiuole contro le piogge, New York studia originali sistemi ‘naturali’ di protezione ambientale

New York si prepara all’arrivo di piogge torrenziali annunciando attraverso il Dipartimento della Protezione Ambientale un nuovo piano di infrastrutture che interesserà in via sperimentale il quartiere orientale di Bedford-Stuyvesant.

Aiuole contro le piogge, New York studia originali sistemi ‘naturali’ di protezione ambientale

L’obiettivo è di proteggere dalle esondazioni attraverso la cura del suolo e della vegetazione per evitare così di inquinare il fiume Newtown, noto per le sue problematiche e di cui abbiamo già parlato in: Newtown Creek, la vita torna nel fiume più inquinato d’America, e contemporaneamente abbellire il quartiere.

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Infatti durante una giornata  media di sole, le fogne cittadine devono gestire oltre 3,8 miliardi di litri di acque reflue e, in caso di abbondanti piogge, il rischio che le nere esondino dalle fogne arrivando a riversarsi nel vicino fiume è molto elevato, con un rischio di contaminazione delle falde sotterranee e delle strade elevato.

Per limitare le acque il Dipartimento ha pensato di ricorrere ad un sistema di infrastrutture verdi a basso costo, ma soprattutto senza alcun impatto ambientale, che agiscono sul contenimento e l’assorbimento delle acque, favorendo un flusso graduale e rallentato mediante processi del tutto naturali sulla base delle capacità naturali delle piante di trattenere l’acqua.

Del resto basti pensare a quante volte l’uomo ha creato alluvioni e frane con la cementificazione selvaggia, andando a tagliare gli alberi e coprendo i letti dei torrenti, quando è  noto che le radici degli alberi svolgono un’importante funzione di contenimento del terreno e assorbimento dell’acqua piovana ed i fiumi, costretti in un tunnel, aumentando la loro portata esplodono verso l’esterno travolgendo tutto.

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I funzionari stanno ancora valutando in quali zone del quartiere realizzare gli interventi a verde, ma il piano prevede che per essere efficaci debbano essere sistemati in prossimità dei pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, e che raggiungano almeno 5 metri di profondità nel suolo, così da filtrare e assorbire tutta l’acqua in eccesso che il tombino non riuscirebbe a ‘inghiottire’.

C’è già in previsione l’idea di rendere questa soluzione verde parte integrante dei piani fognari, di modo da estenderli al resto della città. Vedremo cosa succederà.

Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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