Alaska: la foresta pluviale più selvaggia del mondo in un libro

di Andrea Morale del 2 giugno 2014

La foresta nazionale del Tongass copre la maggior parte del sud-est dell’Alaska, che con un’estensione di 1.530.693 km² è lo Stato più grande di tutta la federazione degli Stati Uniti d’America.

Alaska: la foresta pluviale più selvaggia del mondo in un libro

Con 16,8 milioni di ettari è la foresta pluviale temperata più estesa del pianeta e uno dei più rari ecosistemi della Terra. L’acclamata fotografa naturalista Amy Gulick con il suo libro “Salmon in the Trees” (con il quale ha vinto il “2010 Awards Independent Publisher Book”) ha descritto la vita nel sorprendente ecosistema nel tentativo di sensibilizzare le comunità mondiali, e potete vedere il video sotto in inglese per ammirare la meraviglia di questi luoghi.

La foresta, in virtù del suo ospitale habitat calcare carsico, ospita specie come l’astore (uccello rapace), il lupo dell’arcipelago Alexander, ma anche balene megattere, orche, leoni marini e salmoni selvatici.

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I salmoni, per riprodursi e poi morire, risalgono i fiumi sempre nello stesso periodo dell’anno (tornano sempre nel fiume in cui nascono). A milioni, nuotando controcorrente, alimentano alcune delle più ampie aree per densità al mondo di grizzly, orsi neri, e aquile calve, ma la domanda globale del nostro mondo moderno può minacciare la ricchezza biologica di questa grande foresta.

Secondo uno studio recente, gli Stati Uniti in genere ed il Tongass in specie hanno registrato un altissimo tasso di deforestazione in questi ultimi anni, battendo anche il Brasile, l’Indonesia, e il Canada.

Un tale tesoro nazionale è, però, da preservare per l’inestimabile patrimonio genetico di specie altrimenti estinte, ma anche e soprattutto perché ci insegna con le sue interrelazioni tra flora e fauna come si possa realizzare un habitat indipendente.

Senza moratorie al disboscamento ed un congruo regime ecosostenibile di contingentamento delle risorse, il futuro ineluttabile è verso un disastro naturale, speriamo che il Presidente Obama sappia affrontare anche questa sfida..

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