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Alimenti per celiaci, a che punto siamo? Parte II

Se fino a qualche anno fa la vita di un celiaco poteva essere veramente impossibile, considerando la scarsa informazione e conoscenza dell’argomento, oggi la situazione è nettamente migliorata soprattutto grazie a internet e alle nuove regole di etichettatura degli alimenti, nonché alle tante associazioni, forum e gruppi di discussione nati con il preciso obiettivo di fornire un supporto concreto alle persone affette da celiachia.

L’Associazione Italiana Celiachia onlus, per esempio, ha attivato un sito internet ricco di informazioni utili, guide, percorsi formativi e indicazioni alimentari specifiche proprio per consentire ai celiaci, nonché parenti e familiari direttamente coinvolti nelle stringenti regole alimentari a cui i primi devono attenersi, di affrontare al meglio la malattia. Sul sito, infatti, è consultabile un prontuario (completamente gratuito e in costante aggiornamento) contenete tutti gli alimenti senza glutine presenti sul mercato e divisi per categorie.

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Ciò consente di individuare più facilmente anche aziende, supermercati e ristoranti dove è possibile trovare cibi e bevande senza glutine; un compito, bisogna dirlo, reso un po’ più facile da diversi marchi e produttori che hanno deciso di etichettare e certificare i propri prodotti con una simbologia idonea al riconoscimento immediato e semplificato degli alimenti privi di glutine (la classica spiga barrata).

Una politica adottata da un numero sempre più elevato di pizzerie, bar e ristoranti che hanno iniziato a dotarsi dell’insegna ‘glutin free e a proporre menù e pietanze appositamente pensate per celiaci.

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Sempre con l’intento di agevolare tutte le categorie di consumatori nell’identificazione degli alimenti idonei a ciascun tipo di dieta, compresa quella priva di glutine, il Consiglio Europeo ha adottatouna serie di provvedimenti legislativi per regolamentare in maniera più stringente il sistema di etichettatura alimentare.

Attualmente la normativa europea stabilisce che la soglia di glutine presente nei prodotti destinati a soggetti celiaci – e quindi definibili come alimenti ‘senza glutine’ –  non debba superare i 20 mg/kg nel prodotto finito; 100 mg/kg di glutine nel prodotto finito è invece la soglia stabilita per i prodotti alimentari ‘con contenuto di glutine molto basso’.

Il nuovo regolamento è diventato operativo dal 1° gennaio 2012 ma la palla adesso passa alla Commissione Europea che dovrà continuare a lavorare alacremente sul nuovo codice alimentare.

Resta dunque ancora del lavoro da fare ma l’attenzione verso chi soffre di questa malattia è sempre più alta.

Non perdete la puntata precedente sul problema della celiachia: Alimenti per celiaci, a che punto siamo – parte I

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Published by
Erika Facciolla

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