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Allarme FAO: acqua sempre più scarsa. Ripiegheremo su alghe e insetti?

Cifre e scenari a dir poco allarmanti quelli prospettati dall’ultimo Rapporto FAO sulla situazione alimentare nel mondo da cui emerge il pericolo concreto di un futuro senza cibo e acqua sufficienti per tutti.

Allarme FAO: acqua sempre più scarsa. Ripiegheremo su alghe e insetti?

Il fatto che la sicurezza alimentare sia a rischio non è una novità. Siamo già a conoscenza del degrado e dell’impoverimento di terreni e risorse idriche che affligge il nostro pianeta ma se davvero nel 2050 il numero della popolazione mondiale dovesse salire a 9 miliardi la produzione alimentare potrebbe non reggere la richiesta. Secondo gli scienziati, infatti, nei prossimi 40 anni sarà necessario aumentare del 70% la produzione di cibo per nutrire i 2 miliardi e mezzo di persone in più che si aggiungeranno ai 7 già esistenti. Ciò significa 1 miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di prodotti d’allevamento in più ogni anno. Più facile a dirsi che a farsi, visto che già oggi 1 miliardo di persone nel mondo soffrono di fame cronica e le precarie capacità produttive degli ecosistemi non lasciano intravedere nulla di confortante.

Anche il SOLAW (Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l’Alimentazione e l’Agricoltura), ha più volte sottolineato che negli ultimi anni le pratiche di gestione delle risorse hanno deteriorato in modo grave gli ecosistemi in ogni parte del mondo accentuando la scarsità dell’acqua, l’inquinamento delle falde acquifere e gli effetti connessi al cambiamento climatico.

Ma in una situazione a dir poco catastrofica come questa, quali sono le soluzioni che l’umanità può adottare? Una di queste potrebbe venire dalle alghe, organismi semplici, in grado di svilupparsi rapidamente anche in condizioni difficili e dai molteplici usi: cibo per animali, fertilizzanti naturali, biocarburante, ma soprattutto alimento per gli uomini (pensiamo al largo consumo di alghe nei paesi orientali).

Un’altra possibilità è rappresentata dagli insetti, che per quanto “poco invoglianti” per noi occidentali, sono ricchi di proteine e calcio. Inoltre, esattamente come le alghe, gli insetti sono di piccole dimensioni e la loro produzione non è né inquinante né tanto meno ingombrante. La stessa UE ha recentemente stanziato un finanziamento di 3 miliardi di euro per incoraggiare i paesi membri all’impiego degli insetti in cucina. Alghe, grilli, ragni, vermi e locuste: una ‘rivoluzione culinaria’ che farà storcere il naso a molti ma alla quale dovremmo prepararci sempre più seriamente.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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