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Per le Olimpiadi di Londra 2012 anche le urban farm crescono

Dal 27 luglio al 12 agosto 2012 si terrà a Londra l’evento più atteso dagli sportivi – e non solo – di tutto il mondo: i giochi della XXX Olimpiade. Questo evento ha richiesto la rimessa a nuovo di molte zone della città che ospiteranno i giochi e l’amministrazione a deciso di porre grande attenzione al tema della sostenibilità.

Per le Olimpiadi di Londra 2012 anche le urban farm crescono

A Londra i community garden ci sono sempre stati, anche se solo i residenti ne possedevano le chiavi, mentre sono di più recente affermazione le urban farm, ora in pieno boom. Ad oggi si contano 611 orti urbani che dovrebbero diventere 2.000 entro la fine dell’anno. L’agricoltura urbana non è una novità a Londra, è una tradizione di epoca vittoriana e viene seguita da anni.

In primis dal sindaco Boris Johnson, che ha proposto di trasformare in orto urbano anche le aree più simboliche della città, come le splendide aiuole intorno alla Torre di Londra ed il tetto del Museo d’Arte Moderna.

E’ in fase di sviluppo anche un progetto urbanistico per mappare e distribuire appezzamenti di terreno intorno a Londra a gruppi di aspiranti giardinieri, per il fabbisogno alimentare di famiglie e comunità locali, erogando anche corsi di formazione di base per l’ impianto e la gestione degli orti, e supporti finanziari.

Il progetto è stato finanziato dalla London Development Agency, dalla Network Rail e dalla British Waterways, che hanno promesso di mettere a disposizione dei terreni suburbani inutilizzati, nonché alcuni battelli dismessi che diverranno giardini galleggianti sul Tamigi.

Abbiamo già parlato degli ori urbani in vari articoli (Orti urbani: ecco l’Identikit del contadino di città) ma ricordiamo che si tratta di giardini presenti nel tessuto urbano, coltivati dai cittadini per produrre un’ampia varietà di cibi freschi.

La mission dell’iniziativa inglese è mostrare ai londoner che l’agricoltura urbana è possibile anche in una metropoli ed è vantaggiosa per tutti: insegnare a far crescere il proprio cibo, coltivare con metodi biologici e altre misure ecocompatibil, prediligere varietà locali e mangiare a km zero.

Intanto gli agricoltori londinesi stanno crescendo in modo esponenziale tanto che si pensa di destinare l’intera produzione di tutti gli ortaggi al consumo delle prossime Olimpiadi. Inoltre, come spiega il giornale Indipendent, finiti i giochi, il sito olimpico potrebbe diventare un nuovo, grande spazio dedicato all’agricoltura urbana. Così gli urban farmer inglesi e gli imprenditori agricoli già insediati nei contesti urbani, avranno una nuova opportunità, che potrebbe dare ancora più spazio a questo fenomeno in crescita e che, negli ultimi 3 anni ha visto nascere circa 2.000 nuove realtà biologiche in tutta la Gran Bretagna.

Molti sono gli esempi di vendite di successo: dal ristorante “La via del Pane” del famoso chef Gordon Ramsey, che nel menu propone il formaggio fritto di Bermondsey, al St’s Mungos’s, il rifugio per senzatetto nella zona sud di Londra, che vende i propri ortaggi al “table Café” di Southwark. Secondo Sustain, l’associazione per un miglior cibo e una migliore agricoltura, a Londra ora ci sono quasi 1.500 realtà che hanno aderito a Capital Growth, un programma gestito per i giardini della città e le fattorie finanziato dal comune. “La gente sta ora pensando a come rendere tutto questo sostenibile – spiega Ben Reynolds, direttore di rete di Sustain – stabilendo rapporti con i ristoranti della città”.

Insomma, quella degli urban farmers a Londra è una vera a e propria tendenza. Speriamo prima o poi cresca anche altrove.

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