Immersioni con la muta “eco” in poliestere riciclato

di Jessica Ingrami del 9 maggio 2012

L’attenzione alle problematiche ambientali sta coinvolgendo aziende sempre più diversificate e specializzate in settori precisi.

Immersioni con la muta “eco” in poliestere riciclato

Questo è il caso dell’americana Patagonia, una delle industrie leader nell’equipaggiamento sportivo: i suggerimenti arrivati al servizio clienti nel corso degli anni hanno indotto l’azienda a creare una nuova muta da sub, meno pesante di quella esistente e maggiormente adatta alle acque più calde.

La nuova muta R1 è realizzata in poliestere riciclato senza l’utilizzo della clorina, sostanza chimica usata comunemente nella realizzazione dei costumi per la piscina, e di polimeri plastici nocivi, come il PVC. Questa è la muta con più alto contenuto riciclato mai realizzata e nonostante sia molto sottile, mantiene comunque un appropriato isolamento termico. È consigliata, infatti, per praticare sport nelle tiepide acque di California, Hawaii e Australia.

L’ipotesi iniziale di creazione dell’indumento era orientata verso l’utilizzo del bamboo. L’idea è stata successivamente abbandonata a causa del significativo impiego di solventi chimici nel processo. L’attuale miscela di poliestere riciclato e spandex utilizzata, invece, consente di avere una muta flessibile, resistente ed eco-sostenibile.

Un altro esempio di come in tutti, ma davvero tutti i prodotti, un guadagno in termini di minore impatto ambientale è possibile.

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