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Ancora sui Newsweek Green Rankings 2011

Oggi torniamo a parlarvi della classifica redatta dal noto magazine statunitense Newsweek, insieme agli istituti di ricerca ambientale Trucost e Sustainalytics, i Newsweek Green Rankings 2011, ovvero la classifica delle 500 imprese più green al mondo, cercando di dargli un’occhiata più da vicino e possibilmente più critica.

Ancora sui Newsweek Green Rankings 2011

Come dicevamo, la classsifica è stata redatta a partire da tre parametri fondamentali relativi all’attività delle imprese nella riduzione dei consumi e del loro impatto ambientale. Trucost e Sustainalytics hanno monitorato, per conto di Newsweek, centinaia di aziende responsabili della produzione di 6 miliardi di tonnellate di gas serra all’anno. Ovvero, quante ne producono da soli gli Stati Uniti.

Nello specifico, i criteri di valutazione definiti sono stati: l’Environmental Footprint, che include le emissioni complessive di CO2, l’utilizzo dell’acqua e altro; il Management che, include i programmi e le iniziative intraprese per la sostenibilità ambientale; il Discloscure, ossia il grado di trasparenza dell’azienda nei propri bilanci circa i possibili effetti sull’ambiente.

Le classifiche, in realtà, sono due. La prima relativa alle sole aziende made in Usa che vede IBM primeggiare, la seconda invece, riguarda le imprese di tutto il pianeta dove l’azienda più green del momento è la compagnia di assicurazioni tedesca Munich RE (con un punteggio di 83,6 di sostenibilità) con sede centrale a Monaco di Baviera, facendo indietreggiare IBM al secondo posto.

L’Europa ottiene buoni risultati in questa classifica, anche grazie alla presenza di normative più rigide sulla riduzione dell’impatto ambientale. Primeggiano le imprese che si occupano di tecnologia e servizi finanziari, un po’ meno bene l’industria pesante. Nell’ordine della Newsweek Green Rankings dietro la compagnia tedesca e l’americana IBM, si classificano la neozelandese ANZ Banking, i brasiliani Bradesco e la britannica British Telecom. La prima azienda italiana figura alla 29esima posizione, occupata da Fiat Automobili, a cui seguono Unicredit Group al 30esimo posto, Banca Intesa SanPaolo al 57esimo, Generali al 69esimo e Telecom Italia al 223esimo.

Secondo uno studio realizzato nel 2010 da Global Compact e Accenture, programma delle Nazioni Unite che sostiene la responsabilità sociale delle imprese, il 93% degli amministratori delegati del mondo ritiene che la sostenibilità rappresenti un elemento fondamentale per il successo delle imprese. Il tema della sostenibilità energetica sta diventando, dunque, sempre più rilevante per i manager che pare abbiano sposato il  motto “Il brand “tira” se è più verde”.

E questo è sicuramente un bene, greenwashing permettendo.

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