Apple sceglie di non certificare i suoi prodotti con la eco-label EPEAT

di Eryeffe del 24 luglio 2012

L’EPEAT (Electronic Product Enviromental Assessment Tool) è il principale sistema di valutazione ambientale dei prodotti di elettronica e dal 2003 lavora per suggerire ai grandi produttori scelte eco-compatibili che abbiano il minimo impatto.

Sono diverse le aziende che hanno aderito a questa filosofia in un momento in cui molti produttori stanno finalmente aprendosi alle tematiche ambientali. Ma è proprio di luglio la notizia che la Apple si è tirata indietro, rinunciando alla certificazione green di alcuni dei suoi prodotti, tra cui il nuovo Macbook Pro con retina display.

Tra l’altro, oltre a rinunciare al bollino verde, simbolo inconfondibile dell’anima green del prodotto, era stata richiesta l’abolizione della certificazione con effetto retroattivo su tutti gli altri prodotti già immessi sul mercato.

Però, nemmeno 48 ore dopo questa dichiarazione, a mezzo di una lettera del Senior Vice President dell’Hardware, Bob Mansfield, l’azienda ritorna sulle sue decisioni e re-integra proprio il MacBook nella lista dei prodotti eco-certificati EPEAT.

La questione non è ancora del tutto chiara: c’è chi ipotizza la volontà di far nascere un bollino verde a marchio Apple, chi fa presente come il nuovo Macbook Pro non rispettasse i criteri sanciti dall’ente e fosse di difficile riparazione, per cui in via preventiva si fosse pensato di rinunciare alla certificazione, per altri, la scelta della multinazionale di Cupertino sarebbe stata puramente di tipo estetico, dal momento che le dichiarazioni non riguardavano la compatibilità con i criteri imposti dall’EPEAT.

Tuttavia, subito dopo l’annuncio dello strappo, molte aziende e amministrazioni pubbliche avevano deciso di non acquistare più i prodotti con il ‘logo della mela’. Così, è stato immediato il dietrofront: Apple si è subito affrettata a ribadire che è al lavoro insieme a EPEAT nel far evolvere gli standard di eco-certificazione dell’ente!

E vista la grande visibilità di un’azienda come la Apple e considerata la fama mondiale del marchio, il pasticcio mediatico era dietro l’angolo.

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