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Aree a rischio idrogeologico, non c’è traccia della questione nei programmi elettorali

Abbiamo già detto di come in Italia manchi un importante partito ambientalista, malgrado le tante questioni da affrontare.

Aree a rischio idrogeologico, non c’è traccia della questione nei programmi elettorali

Basta ricordare alcuni numeri che forse saranno noiosi ma rendono bene l’idea della centralità del problema e del fatto che vada affrontato velocemente.

Le aree ad elevata criticità idrogeologica, che rappresentano il 10% della superficie italiana e sono l’89% dei Comuni, coinvolgono almeno 6 milioni di persone mentre gli edifici in possibile pericolo sono circa 1,2 milioni.

Se ragioniamo sul rischio sismico, invece, gli edifici interessati direttamente sono ben 5,5 milioni, fra i quali ovviamente scuole ed ospedali, coinvolgendo il 50% del territorio nazionale (circa il 36% dei Comuni) ed esponendo 22 milioni di persone all’incertezza. Basterebbe ricordare il recente terremoto dell’Emilia. Eppure i Comuni con un efficiente piano di evacuazione sono pochissimi…

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Neanche nei programmi dei partiti presenti c’è il minimo cenno su queste questioni. Anzi, qualcuno ha perfino riparlato di condoni. Volente o nolente, chi andrà al Governo dovrà affrontare la questione, poiché entro giugno 2013 la Comunità Europea ci impone di mappare la pericolosità da alluvioni.

Un vero sconforto…

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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