Arriva Recycler, il robot “spazzino” esperto di riciclo di rifiuti

di Nadia Fusar Poli del 19 Maggio 2011

E’ intelligente, ha un grande “fiuto” ed una forte coscienza ecologica. Viene da Helsinki, in Finlandia, ed è stato battezzato Recycler. Si tratta del primo robot “spazzino”, ideato dalla ZenRobotics, che, siamo pronti a scommettere, sarà in grado di rivoluzionare il processo di gestione e smaltimento automatico dei rifiuti.

Arriva Recycler, il robot “spazzino” esperto di riciclo di rifiuti

I robot sinora realizzati sapevano svolgere compiti ripetitivi o di assemblaggio , ma a Recycler è stato chiesto di fare qualcosa di più. L’ obiettivo dei suoi progettisti era, infatti, riuscire ad eliminare l’eccesso di scarti smaltiti erroneamente in discarica, creando un “operatore specializzato”, istruito al riciclo.


Per questo è nato Recycler, automa dotato di molteplici sensori, di un metal-detector e persino di uno spettrometro che gli permette di riconoscere i rifiuti più difficili da identificare grazie alla luce che questi riflettono o assorbono.

Il suo recettore periferico (un braccio che termina con una pinza) è capace di rilevare con una straordinaria precisione la presenza di oggetti e di trasmettere impulsi al computer interno, il cervellone di Recycler, per la loro decodifica. Grazie a questa sensibilità (una sorta di feedback tattile) è in grado di rilevare l’oggetto, sollevare pesi, misurarne il volume, ed eseguire una dettagliata scansione del materiale.

Oltre al software di cui è dotato, Recycler può imparare dall’esperienza, mediante l’apprendimento per prova ed errore, proprio come noi umani. Ciò arricchisce la sua memoria di informazioni utili man mano che si imbatte in nuovi tipi di rifiuti. Ai test di prova Recycler è stato promosso a pieni voti, sa capire come comportarsi e cosa fare con circa il 50% dei rifiuti che gli passano “sotto il naso”. Se il materiale non viene riconosciuto, questo si mantiene in viaggio sul nastro ed è considerato trash.

Il robot  Recycler è un importante passo avanti sia per le tecniche di riciclo che per la robotica. Esiste un grande potenziale di miglioramento e si prevede che il sistema potrebbe essere addestrato per individuare una vasta gamma di materie plastiche, insieme ad oggetti come tubi, cavi, batterie e vari tipi di lampadine, materiali come pietra, cemento, mattoni, legno e lastre di gesso .

Oltre a selezionare i materiali riciclabili potrebbe anche individuare in futuro oggetti pericolosi grazie a specifici rilevatori di elementi radioattivi. Il sistema di intelligenza artificiale analizza i dati a una velocità di 80 Hertz, e si basa su un algoritmo di apprendimento automatico sul modello del cervelletto umano – la parte del cervello responsabile del coordinamento e della sincronizzazione dei movimenti. Tale algoritmo consente al robot di adattarsi rapidamente a nuove situazioni e di individuare elementi importanti nella grande quantità di dati che costantemente recepisce.

Si prevede che un giorno, in un futuro crediamo non troppo lontano, verrà ideata una versione più piccola da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti domestici.

Con il contributo della tecnologia sarà possibile quindi aiutare la sfida sostenibile, per la salvaguardia e la tutela ambientale. Un intervento mirato e concreto per ottimizzare il processo di smaltimento dei rifiuti permetterà di ridurre i costi operativi e di gestione delle discariche e i rischi per i colleghi “umani” di Recycler che oggi svolgono questo compito spesso pericoloso.

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