Aumenta la presenza di pesticidi nell’acqua potabile

di Luca Scialò del 11 Maggio 2013

I pesticidi nelle acque italiane stanno aumentando. Nel 2010 infatti, sono stati rinvenuti residui nel 55,1% delle acque superficiali e nel 28,2% di quelle sotterranee campionate, per un totale di 166 tipologie di pesticidi, a fronte dei 118 del biennio 2007-2008. Quasi 50 nuove tipologie in 5 anni.

Aumenta la presenza di pesticidi nell’acqua potabile

Si tratta, per la maggior parte, di residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura, ma anche di biocidi (pesticidi per uso non agricolo) impiegati in vari campi di attivita’.

A rilevarlo l’Ispra, nel Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013, realizzato dall’Istituto sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente.

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Inoltre, nel 34,4% dei punti delle acque superficiali e nel 12,3% dei punti di quelle sotterranee i livelli misurati risultano superiori ai limiti delle acque potabili. Le concentrazioni sono state confrontate anche con i limiti di qualita’ ambientale, recentemente introdotti, basati sulla tossicita’ delle sostanze per gli organismi acquatici.

In questo caso, il 13,2% dei punti delle acque superficiali e il 7,9% di quelli delle acque sotterranee hanno concentrazioni superiori al limite.

C’è anche da dire che a causa dell’assenza di dati sperimentali sugli effetti combinati delle miscele e di adeguate metodologie di valutazione, esiste la possibilita’ che il rischio derivante dall’esposizione ai pesticidi sia attualmente sottostimato e si impone una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione piu’ bassi.

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