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Autogol nucleari: lo sconcertante spettacolo dei politici e lobbisti pro-nucleare italiani

Davvero non avremmo pensato di dovere commentare le reazioni politiche in Italia alla crisi giapponese, ma alcune uscite degli ultimi due giorni ci rendono l’idea di cosa ci aspetta nei prossimi mesi nel nostro paese.

Autogol nucleari: lo sconcertante spettacolo dei politici e lobbisti pro-nucleare italiani

Mentre nel resto d’Europa tutti i paesi stanno affrettandosi a rivedere i piani energetici che contemplano l’energia nucleare, avendo dimostrato la crisi a Fukushima che un nucleare sicuro in assoluto non esiste, sconcerta il muro eretto dal fronte nuclearista italiano, in massima parte esponenti di Governo.

Prendiamo il ministro Frattini, secondo il quale non andrebbe nemmeno riaperto il dibattito sul nucleare in Italia: “Noi stiamo parlando di un Paese con un rischio sismico elevatissimo, di centrali nucleari che hanno un’eta’ di alcuni decenni e quindi non sono dell’ultima generazione, e che malgrado un disastro di magnitudo 9 della scala Richter, non sono esplose. L’Italia non e’ un Paese paragonabile al Giappone per intensita’ sismica. Ed e’ chiaro che nessuno ha mai immaginato di fare una centrale nucleare in Italia in zona sismica“.
Peccato che se avessimo intervistato il ministro Frattini una settimana fa a proposito del nucleare giapponese, ci avrebbe detto “visto? E’ la prova che il nucleare è assolutamente sicuro anche in un paese sismico”.

Stessa argomentazione usata fino all’altro ieri da Chicco Testa, divenuto il principale promotore del nucleare italiano, che asseriva che il paese più sismico del mondo vantava un nucleare sicuro: “chiedi a un giapponese se rinuncerebbe mai alle centrali nucleari, fatti rispondere e poi chiedigli il perchè“.

Notare come lo stesso Chicco Testa abbia dato vita ad una uscita a dir poco infelice a La7 nel momento in cui il Governo Giapponese dichiarava l’emergenza nucleare a Fukushima: “Gli impianti hanno dimostrato di tenere botta, chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo. Vedremo nei prossimi giorni, ma sono fiducioso”, come si può meglio vedere dal video sotto.

Una sorte non molto diversa dall’editoriale del “Chicago boy” del giornalismo italiano, Oscar Giannino, protagonista del più clamoroso autogol della lobby nuclearista: sul Messaggero Oscar Giannino scriveva che quanto accaduto in Giappone era “la prova del nove” della sicurezza dell’energia nucleare, salvo venire smentito poche ore dopo dalla prima esplosione a Fukushima.

Mentre il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo definisce “macabri” coloro i quali si pongono l’interrogativo di quanto sia effettivamente sicuro il nucleare, l’altro esponente PdL Fabrizio Cicchitto taglia corto dicendo “non si può cambiare ogni volta posizione, le centrali nucleari si faranno e basta” e Pierferdinando Casini addirittura si augura di “accelerare la costruzione delle centrali” mentre in Europa è già in corso una profonda riflessione.
Forse sarebbe stata davvero più opportuna una maggiore prudenza, visto la crisi in corso.

Macabro è a nostro parere non volere fare questa doverosa riflessione.

Una riflessione che a questo punto non possiamo certo aspettarci dal mondo politico ed in particolare dalla maggioranza di governo.

E’ una riflessione che dovrà imporre il popolo sovrano nel referendum del 12 giugno, andando a votare al referendum anziché andare al mare.

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