Tutti noi conosciamo la banana, ma pochi sanno veramente quali sono le sue innumerevoli proprietà nutritive e curative. Scopriamole insieme con anche qualche curiosità sulla loro riproduzione.
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Iniziamo allora con un po’ di botanica: è il frutto senza semi del banano, le cui varietà più note sono la musa sapientium, la musa cavendishii e la musa paradisiaca.
Si tratta di una pianta erbacea, la più grande al mondo, che sembra un albero, il cui fusto in realtà è costituito dalle guaine delle foglie.
Fra le tre quella varietà paradisiaca ha meno zuccheri ed è più ricca di amido, caratteristiche che la rendono adatta ad essere trasformata in farina.
Le banane crescono in grandi caschi (fino a 200) che possono arrivare a pesare 40-50 kg. Quando sulla buccia compaiono delle macchie brune, dovute ad un accumulo di zuccheri, significa che il frutto è maturo. Però si raccolgono ancora verdi perché emettono naturalmente etilene, che le fa maturare.
La polpa zuccherosa della banana è molto nutriente ed ha un notevole potere saziante:
Naturalmente questi valori possono variare a seconda del grado di maturazione dei frutto e dalla coltivazione. Il frutto è una risorsa speciale di:
I benefici di questo frutto sull’organismo sono numerosi, grazie alla presenza di alcune vitamine e sali minerali in quantità:
In passato la banana veniva considerata utile contro la psoriasi e la dermatite cronica (non infiammatoria e non contagiosa). La buccia veniva usata contro il prurito generato dall’edera del Canada. Pare, però, che la buccia interna della banana sia effettivamente utile per ridurre l’irritazione dovuta alle punture di zanzara.
Un nuovo studio condotto dall’Università Federale di Sao Carlos, in Brasile, ha scoperto che una riduzione in polvere di bucce di banana essiccate può riuscire ad attirare i metalli presenti nell’acqua (come piombo e rame) e ad avere così una funzione purificatrice.
E non da ultimo, potassio, betacarotene e vitamine del gruppo B sono utilissimi in cosmesi: il potassio ha virtù diuretiche, è utilizzabile contro la ritenzione idrica e per attenuare le borse sotto gli occhi; il betacarotene ostacola l’azione dei radicali liberi ed aiuta la pelle a rimanere liscia e giovane.
Che dire, la banana è un vero toccasana naturale per risolvere inestetismi e problemi di salute vari.
In ultimo la buccia di banana può essere strofinata sulle calzature sostituendo in modo naturale ed economico il lucido da scarpe.
Oltre che un frutto prelibato è facilissimo da mangiare, tanto che è tra i primi frutti da svezzamento.
Si presta a diversi utilizzi culinari e non, può essere mangiata fresca, ridotta in purea, essiccata, frullata, fritta o la si può assaporare in una delle moltissime specialità tra cui la famosissima banana split.
I vegani la utilizzano nelle preparazioni dolci senza uova, nell’equivalenza di 1 uovo = 1 banana.
Ecco una ricetta per un dolce senza burro e senza uova, leggero e a basso contenuto di grassi, il pane alla banana:
Preparazione. Frullate le banane in un mixer o schiacciatela a mano finché non si trasformi in una purea, a cui incorporare lo zucchero di canna, il latte, l’essenza di vaniglia, lo yogurt, il sale e l’olio extravergine. Mescolate l’impasto,
A parte unite la farina setacciata con l’acqua frizzante per rendere più morbido il composto. Unite i due impasti preparati mescolando delicatamente, ed aggiungete una manciata di uva sultanina le mandorle tostate.
Versate poi l’impasto in una teglia imburrata ed infarinata e fate cuocere nel forno per 40-45 minuti a 180°.
SPECIALE: Platano, la banana da cottura dal Sud America
Per 8 pinguini vi serviranno:
Preparazione. Sbucciate le banane, pulitele di eventuali filamenti e tagliatele a metà. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e fatelo raffreddare 10-12 minuti poi intingete delicatamente le mezze-banane solo da una parte in modo da creare un mantello e la testa del pinguino.
Applicate subito le pastiglie di cioccolato bianco e gli smarties arancioni per formare il becco. Per i piedini intingete poco due smarties dentro il cioccolato.
Decorate anche le pastiglie con il cioccolato e con l’aiuto di un pennellino disegnate la pupille. Ponete in frigo per 30 minuti perché il tutto si raffreddi. Trascorso questo tempo, applicate i piedi premendo alla base delle mezze-banane.Saranno una merenda divertente!!
Per 9 lecca-lecca vi servono:
Preparazione. Sbucciate e togliete i filamenti ai frutti, poi tagliate in tre pezzi. Fate fondere a bagnomaria o nel microonde il cioccolato e versatelo in un pitto largo e piano.
Infilzate i pezzi di frutta in uno stecchino lungo e intingetele nel cioccolato fuso, rotolandole per coprirle bene. Rotolate poi ognuna in un piattino dove avete versato dei decori differenti (palline, codette, mini menringhe…). Inserite le banane in un bicchiere alto e ponetele in frigo a raffreddare per almeno 30 minuti.
Quando sono pronte potete anche sostituire gli stecchini con delle cannucce in carta rigida a righe. Faranno faville tra i bambini!
Oltre che un frutto prelibato facilissimo da mangiare, tanto che è tra i primi frutti da svezzamento.
Occorre sottolineare che alcune proteine contenute nella banana (proteina Ba1, Ba2, Mus XP1) potrebbero scatenare reazioni di tipo allergico in soggetti sensibili.
A tutta banana, quindi!
A differenza di tutto il resto della frutta, non hanno semi. E allora, come si riproducono? Un fatto curioso che potrebbe portare addirittura alla loro estinzione.
Sono uno dei frutti che non mancano mai sulla nostra tavola. Si tratta di un frutto diffuso, poco costoso e anche se in Italia non fruttifica. Perciò va importato: la sua importazione è comunque comoda e non comporta problematiche particolari.
Ma ora ci poniamo una domanda, che probabilmente vi sarete posti anche voi almeno una volta. Parliamo della riproduzione delle banane.
A scuola ci hanno insegnato che ogni albero deriva da un seme, che sboccia, cresce, diventa albero, e fa i frutti che a loro volta contengono nuovi semi, che ricominceranno il ciclo. Dove sono i semi della banana?
Il frutto è una bacca, e i semi dovrebbero essere all’interno, come accade con le ciliege o le pesche. Eppure sappiamo che in tanti anni di consumo di banane non ne abbiamo mai trovato nemmeno uno. E allora, come si riproducono le banane?
La risposta è semplice quanto inquietante. Le banane non si riproducono. O, meglio, non si riproducono tramite riproduzione sessuata, quella che (anche nelle piante) implica il mescolamento genetico tra il seme maschile (che nelle piante si chiama polline) e quello femminile, che si trova nel fiore.
Il seme è dato da queste due componenti, come gli embrioni degli animali. E nelle banane questo non succede.
O meglio, i gameti maschili e femminili ci sono, ma non hanno capacità di fecondarsi tra loro. In origine i semi nelle banane c’erano, e ce n’erano anche tanti, tanto che mangiarle significava stare lì a sputare tutti i semini, tipo quando mangiamo un melograno.
E questo non era proprio il massimo in termini di marketing. Così è stata selezionata una varietà che non avesse semi, che fosse sterile.
Chiaramente, se sterilizziamo un animale questo non potrebbe più procreare. Se, invece, una pianta è sterile può ancora riprodursi. Già, perché le piante hanno la possibilità di riprodursi anche per riproduzione asessuata.
Se io prendo il ramo di una pianta, una pianta qualsiasi, e lo metto per terra, quello forma delle nuove radici ed ha origine una nuova pianta, senza bisogno del seme. Questo è ciò che viene fatto con le banane, si prende un ramo e si pianta per terra.
Il limite di questa cosa è che il ramo, quindi la pianta “figlia”, è un clone, un gemello, ha lo stesso DNA della pianta madre. E di tutte le piante sorelle, perché geneticamente tutti i banani da produzione esistenti al mondo hanno lo stesso identico DNA.
Questo significa in sostanza che sono tutti gemelli. Immaginate che tutte le persone che vi circondano siano vostri gemelli, vostri cloni. Questa è la situazione delle banane.
E questo è il motivo che sta portando all’estinzione delle banane sul nostro pianeta. Proprio come per gli esseri umani, tra le piante ci sono quelle più resistenti al freddo, o al caldo, oppure alle malattie, o agli infestanti. O che sopravvivono meglio in certi tipi di terreno. Questo per le banane non succede, sono tutte forti e tutte vulnerabili negli stessi punti.
Questo significa che funghi, batteri e virus che colpiscono i vegetali, se vanno a colpire là dove tutte le banane sono deboli, possono decimare le popolazioni delle banane nel giro di pochissimi anni.
Questa cosa è già successa con una varietà molto commercializzata, e che aveva gli stessi problemi delle banane odierne, la Gros Michel. Le piantagioni furono praticamente annullate negli anni ’50 da un fungo, che causa la malattia di Panama. Questo fungo distrusse letteralmente tutte le piante di banana dell’epoca.
Ad oggi, la varietà che mangiamo, la banana Cavendish, rischia di subire lo stesso destino. Ci sono funghi e virus che rischiano di annullare ancora una volta le piantagioni di banana.
Gli ingegneri genetici sono al lavoro perché questa cosa non succederà. La soluzione che utilizzeranno, tuttavia, sarà molto probabilmente quella degli OGM, che renderanno le banane più resistenti alle malattie.
Del resto, la situazione è questa: i semi non li vogliamo (pensiamo a chi mangia le clementine perché non li hanno…), ma le banane si.
E quando le nostre volontà, i nostri assurdi bisogni derivanti dal fatto che non vogliamo sputacchiare i semi vanno in conflitto con ciò che la natura, in tanti anni di evoluzione, aveva creato…
Compresa l’estinzione di un frutto, di una specie vegetale, da tutto il pianeta nel giro di pochissimo tempo. Si stima che nel giro di 20 anni potremmo rischiare di non avere più banane se il problema non venisse risolto.
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