Bevande calde nei bicchieri compostabili: cosa stanno cambiando bar e organizzatori di eventi
Con il fresco tornano il cappuccino da asporto e il vin brulé. Gli ordini che arrivano a MAQA Shop, fornitore online di bar e ristoranti, raccontano un ritorno alla carta e qualche equivoco ancora diffuso sui materiali "bio".

Basta un paio di serate fresche e al bancone del bar cambiano le abitudini. Il cappuccino da portare via torna a essere l’ordinazione del mattino, mentre nei weekend ripartono le sagre d’autunno in attesa dei mercatini di Natale, dove il vin brulé si beve in piedi tra una bancarella e l’altra. Per chi gestisce un locale o organizza un evento vuol dire rifare le scorte di bicchieri, e da qualche anno la scelta cade quasi sempre sul monouso compostabile.

Il cambio di stagione si legge prima di tutto negli ordini. Su MAQA Shop tra fine settembre e ottobre calano i bicchieri trasparenti per le bibite fredde e salgono quelli in carta compostabili, insieme ai coperchi forati per il take away. “In questo periodo molti clienti ci scrivono per sapere se i bicchieri usati in estate vanno bene anche per le bevande calde“, spiega il Team Commerciale. “Spesso la risposta è no, ed è meglio scoprirlo prima dell’ordine che al primo cappuccino servito.”
Sommario
L’equivoco del PLA
Il PLA è una bioplastica ricavata dall’amido di mais o di altre piante. Ha l’aspetto della plastica trasparente e con succhi e cocktail funziona benissimo, tanto che d’estate è la scelta più diffusa nei chioschi. Il limite è il calore. Il PLA comune comincia ad ammorbidirsi già intorno ai 50 gradi, per cui una cioccolata bollente lo deforma in pochi secondi.
Secondo MAQA l’errore nasce dall’idea che “bio” voglia dire adatto a tutto. Molti esercenti, soprattutto chi ha aperto da poco, ordinano un unico tipo di bicchiere per l’intero anno e si accorgono del problema solo quando arriva il freddo. Se ti è capitato di ricevere al bar una bevanda calda in un bicchiere trasparente che si piega tra le dita, il motivo è questo.
Carta e polpa, cosa chiedono i locali
Per le bevande calde il mercato si sposta sulla carta, ma anche qui ci sono differenze che dall’esterno non si vedono. Molti bicchieri di carta hanno all’interno una pellicola sottilissima di polietilene, che li rende impermeabili e però li esclude dal compostaggio. Quelli compostabili usano un rivestimento in bioplastica che, su un supporto di carta, regge senza problemi le alte temperature.
Lo store segnala che negli ultimi tempi i clienti professionali chiedono con più frequenza schede tecniche e certificazioni, anche perché i Comuni che organizzano eventi pubblici tendono a pretendere stoviglie compostabili documentate. Cresce poi l’interesse per il bicchiere personalizzato con il logo del locale, che per molti bar è diventato un modo per far vedere al cliente la scelta fatta. Per le feste all’aperto con tanti bambini si orientano invece sulla polpa di cellulosa, più spessa e rigida: costa qualcosa in più, però isola meglio e non si accartoccia se cade.
Cosa guardare quando il bicchiere arriva a te
Anche da clienti conviene saper leggere un’etichetta. “Biodegradabile”, da sola, dice poco, perché in tempi abbastanza lunghi quasi tutto si degrada. “Compostabile” diventa una garanzia quando è accompagnata dal riferimento alla norma europea EN 13432 o da un marchio di certificazione come quello del Consorzio Italiano Compostatori. In quel caso il bicchiere va conferito nell’umido, sempre che il tuo Comune lo preveda, e si disintegra negli impianti di compostaggio industriale nei tempi stabiliti. Nella compostiera di casa invece non basta, perché lì le temperature restano più basse e serve una certificazione specifica per il compostaggio domestico.
Il mercato comunque non va in una sola direzione. Accanto al monouso compostabile, alcune sagre stanno sperimentando i bicchieri riutilizzabili con cauzione, e secondo chi lavora nella fornitura le due soluzioni convivranno ancora a lungo: il riutilizzabile ha senso dove c’è un punto di lavaggio e un pubblico che torna al banco, il compostabile resta la scelta pratica per l’asporto e per gli eventi di passaggio.
Ultimo aggiornamento il 29 Settembre 2026 da Rossella Vignoli
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