Bio-combustibili: UE fissa limite del 5% per i mezzi di trasporto

di Magi del 16 Ottobre 2012

Lo scorso settembre la Commissione Europea ha annunciato un importante cambiamento nella politica dei biocarburanti, prevedendo di limitarne l’utilizzo al 5% sul totale dei combustibili da trasporto, in particolare a seguito delle critiche degli attivisti che puntano il dito contro l’utilizzo di cereali per la produzione di carburante a scapito delle popolazioni più povere del mondo, che soffrono la fame.

Bio-combustibili: UE fissa limite del 5% per i mezzi di trasporto

Inoltre, il record dei prezzi dei cereali a livello mondiale ha contribuito ad accelerare il cambiamento nelle politiche dell’UE e degli Stati Uniti circa i biocarburanti, criticati per il fatto di strappare via terra utilizzabile per la coltura di prodotti alimentari.
Connie Hedegaard, commissario UE per il Clima, e Guenther Oettinger, commissario UE per l’energia, hanno dichiarato, in un recente comunicato congiunto, che “è sbagliato credere che stiamo spingendo i biocarburanti”, anzi, “nella nostra futura proposta di una nuova normativa, faremo esattamente il contrario: limitarli al livello di consumo corrente, che è del 5 per cento, almeno fino al 2020“.

La Commissione Europea cerca di imporre un limite all’uso di colture per biocarburanti pari al 5% come parte di un obiettivo più ampio, cioè quello di aumentare la quota di combustibile rinnovabile nei trasporti al 10%, entro il 2020.

“Il messaggio della Commissione Europea per il post-2020 è che la nostra preferenza dovrà cadere sui biocarburanti prodotti da materie prime non alimentari, come rifiuti, o da residui agricoli, come la paglia. Questi nuovi tipi di biocarburanti non sono in concorrenza con la produzione di cibo, e non hanno bisogno di altri terreni. Stiamo quindi spingendo i biocarburanti che ci aiutino in un taglio sostanziale delle emissioni di CO2, che non siano in competizione con il cibo e che siano, allo stesso tempo, sostenibili”.

Dal canto suo, la Oxfam, una confederazione di 17 organizzazioni non governative che lotta contro la povertà e l’ingiustizia a livello mondiale, ha invitato i ministri a sostenere il limite proposto dell’UE e, soprattutto, a ignorare gli appelli dei produttori di biocarburanti, secondo i quali i piani previsti dalla UE danneggerebbero l’economia, comportando una notevole perdita di posti di lavoro.

“I governi europei e la Commissione Europea non devono cedere alle pressioni dell’industria dei biocarburanti”, ha dichiarato infatti Natalia Alonso, capo dell’ufficio dell’UE Oxfam, “non possiamo continuare a bruciare il cibo nei serbatoi di benzina, mentre nel mondo le famiglie povere soffrono la fame”.

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