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Biocombustibile dagli scarti alimentari

1,3 miliardi di tonnellate: a tanto ammonta la quota di alimenti che finiscono tra i rifiuti su scala mondiale tra scarti di filiera e residui domestici.

Biocombustibile dagli scarti alimentari

Secondo i dati del Barilla Centre for Food and Nutrition un miliardo di persone, invece, non ha la possibilità di accedere alle risorse sufficienti per garantirsi la sopravvivenza mentre il resto del mondo spreca.

Anche se, di fatto, occorrerebbe impostare il proprio stile di vita all’insegna del ‘quanto basta’ cercando di contenere i consumi e soprattutto gli sprechi, una buona notizia sembra arrivare dagli Stati Uniti, terra simbolo di una cultura usa-e-getta.

Lo Stato del Massachussets, infatti, potrebbe essere il primo stato ad introdurre una legge per riciclare i rifiuti domestici rendendoli combustibile.

Come? Attraverso l’impiego di batteri decompositori in grado di trasformare gli scarti di cibo liberando idrogeno o metano, gas a loro volta utilizzati per generare energia elettrica.

Di questo passo hotel, ristoranti, mense, ospedali (e magari- perché no- anche privati cittadini) potrebbero riciclare gli scarti dell’alimentazione in un modo sicuramente più produttivo e meno inquinante.

Anche se l’iter legislativo ha tempi lunghi, ci auguriamo che presto diventi una realtà di fatto.

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